trango cinch

2 ottobre 2008

un (troppo) breve periodo di vacanza contrattuale, concomitante a condizioni meteorologiche non proprio ottimali, mi riporta, come accade ciclicamente, al culto di me stesso.
mi rendo conto che, negli anni, ho sparpagliato parecchia merda su internet, e tutti questi troiai, se non ci si sta dietro, diventano rumenta. e il mio spirito ecologista mi impone di non lasciar traccia del mio passaggio, specie se quello che lascio è, come dicevo, rumenta.
per la natura mutevole di internet, i link, prima o poi, muoiono. posto qualcosa da qualche parte, i link cambiano sintassi, cambiano padrone, vengono cancellati. le società passano di moda e falliscono, le foto non sono più al loro posto. se le immagini sono mie, gli stessi servizi di hosting vanno per merda. photolava, photobucket, flickr, youtube, splinder, diaryland, myspace, lastfm… ho un account su ognuno di questi immondezzai, e tutti stanno diventando un merdaio.
siete stati recentemente sul mio blog di arte brutta? tutte le immagini (cioè tutta l’arte brutta) sono andate perse, perché il servizio di hosting che usavo, che non ricordo neanche più, ha cambiato sintassi per i link, o ha chiuso, che ne so.
e il flauto mauto? ho tolto il template, ma se rimettessi il template sono certo che un buon 70% delle immagini e dei link sarebbero ormai morti, e si vedrebbe una desolante selva di crocette rosse in quadratini bianchi.
diaryland, sul quale facevo interventi di solo testo, quasi privi di link e del tutto privi di immagini, ha resistito eroicamente per tutti questi anni come un faro nella tempesta. ma questo lo si deve all’impossibilità intrinseca di mettere foto, bella forza.
questo myspace poi, ormai diventato un covo di ricchioni, dopo due anni ancora non mi permette di postare sul blog senza inghippi. a parte che ci ho messo un quarto d’ora per trovare il link “post blog”, il che è imbarazzante, quando finalmente l’ho trovato e l’ho cliccato, la prima volta mi è andato in crash firefox (2.0, può essere anche colpa mia se uso lammerda, ma transeat), la seconda volta sono riuscito ad accedere, anche se dopo 2 anni ancora non mi è permesso di usare l’editor avanzato (quello a colori) ma solo questa merda di editor base dove non si può neanche mettere un grassetto o andare a capo senza ricorrere all’html.

diocane

mi è quindi venuto in mente che potrei raccogliere tutta questa decennale merda, aprire un wordpress, importare tutta la merda in wordpress, ordinatamente, e poi blindarla alla dio brutto dentro undermybed.org.
ma chi è capace di fare questa roba? non io, il poco tempo a disposizione non suffice per apprendere da zero le competenze necessarie alla migrazione di 4 blog (di 4 piattaforme diverse!) su di una quinta piattaforma. no, non io. io devo imparare ad usare il trango cinch, prima di tutto, e fare il geek non è la mia priorità.
se qualcuno là fuori volesse l’appalto per questi lavori, sappia che pago bene.


Fütter mein Ego

16 marzo 2008

Nell’attesa di nuovi e importanti sviluppi nel campo della microscopia ottica, trovo ragionevole distrarre il pubblico del fungo mauto con qualcosa di completamente diverso, ripescando da una delle mie vite precedenti qualcosa che a suo tempo mi guadagnò rispetto e consensi.


l’orso fulvo del cerreto

12 febbraio 2007

andare al cerreto e tornare a casa senza neanche un po’ di muschio sarebbe una gita a metà. al cerreto, infatti, abita, tra gli altri, l’orso fulvo. questo orso, rispetto all’orso delle cinque terre, possiede una pigmentazione color mattone, un paio di lunghi baffi da pesce siluro e le zampette dotate di 4 dita artigliate e orsine.

non poteva mancare il filmino:

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4X

4 febbraio 2007

dunque la buona notizia è che ho degli obbiettivi nuovi, tra cui un 4x per riprese da “lontano”, e che fanno il loro lavoro egregiamente nonostante li abbia pagati un cazzo, e si avvitano al microscopio russo del ’75 senza bisogno di adattatori del passo vite, che non era una cosa scontata. certo usando obbiettivi di diverse provenienze va a puttane la parafocalità ma non credo che qualcuno abbia mai davvero considerato la parafocalità un problema.

un problema terribile che mi sta assillando è invece la mia incapacità di trovare tardigradi. dovrebbero essere nel muschio, ho seguito le istruzioni da bravo e ho esaminato muschio da 3 diversi siti senza trovare altro che nematodi e larve di insetto. mi sento molto frustrato. se qualcuno dei lettori ha la soluzione al mio problema lo prego di farsi vivo e verrà ricompensato con fama imperitura.

il filmino di oggi, oltre ad essere girato col famoso 4x nuovo, testimonia il successo della colonia di parameci improvvisata sul mio davanzale. come si può vedere sono tanti, anche se devo ammettere che sarebbero di meno se non fossero costretti ad ammucchiarsi al centro del vetrino da uno tsunami di amuchina proveniente dai bordi.

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Cialtroni

22 gennaio 2007

al contrario dei protozoi, gli esseri umani si organizzano in società e gli individui che ne fanno parte si dividono i ruoli (dalla sussistenza ai beni voluttuari) in modo che ognuno si specializzi in una mansione e dipenda dal resto della società per le altre. questo sistema funziona a meraviglia se i singoli individui vivono il proprio ruolo con la giusta responsabilità e vengono affidati alle diverse mansioni in base alla loro reale competenza. in una società organizzata in questo modo, un eventuale guasto all’adsl viene risolto in poche ore, non dopo quasi un mese, il servizio clienti non è composto di incapaci che ti trattano pure con sufficienza, e i tecnici lavorano con l’obbiettivo di risolvere il problema anziché con quello di dimostrare che a qualcun altro tocca il compito. il fungo mauto spera di fare cosa gradita ai suoi lettori mettendoli in guardia sulla cialtronaggine dei tecnici e del servizio clienti della compagnia wind/infostrada/libero: se con le loro pubblicità o chiamandovi a casa cercano di convincervi ad abbonarvi al loro servizio guardatevene bene, e mandateli preventivamente a fare in culo.questo lungo preambolo serviva anche a spiegare l’assenza così lunga di post, ma di ben altra natura è l’assenza ancora da venire: infatti anche lo staff di myspace è composto da incapaci non diversi da quelli di wind, e ciò fa sì che myspace funzioni benissimo per mettere una fotina della propria pettinatura emo e una canzoncina insulsa di sottofondo per far sapere ai lettori di che segno sei e quali film ti sono piaciuti di più, ma abbia falle di funzionamento abissali se si tratta di usarlo in modo un po’ più impegnativo, ad esempio come blog multimediale di argomento biologico. questo incrociarsi di cialtronerie è la ragione principale per la quale i post con filmini subiranno una drastica riduzione, ma questo accade anche perché il nostro staff è ora impegnato in un progetto di ben più ampio respiro, di cui non solo il fungo mauto vi terrà aggiornati, ma ne diverrà un po’ la pagina promozionale.non saprei come altro accomiatarmi, se non con un bel filmato di rotifero bdelloide:

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nematode

25 dicembre 2006

tanti auguri di buon natale a tutti. oggi posterò un filmato di nematode. che dire dei nematodi? sono gli esseri pluricellulari più numerosi del pianeta, ce ne sono 20mila specie, vivono in ogni ambiente, ci sono specie parassite e specie che non sono parassite. si riproducono sessuatamente, accoppiandosi, inseminandosi e facendo uova, e sono gli esseri più semplici dove la bocca e il buco del culo sono separati. questo nematode del filmino sembra sofferente, ma si muove così di natura. il fatto che si muovesse mi ha impedito di ingrandire di più in modo da poter determinare la famiglia di appartenenza. accontentiamoci di sapere che è un nematode.

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l’angolo del pedante

24 dicembre 2006

mi rendo conto di aver inflazionato un po’ il mercato dei filmini. anche oggi ne avrei una decina, ma ne posterò soltanto uno. ho approfondito le mie ricerche sul mostro telescopico (cfr primi due filmini di ieri), e ho imparato cose interessanti. trattasi di rotifero bdelloide, comune in ogni pozza d’acqua del globo, ne esistono più di 350 specie e le famiglie più rappresentate, che ancora non so distinguere una dall’altra, sono Philodina e Rotaria (ieri avevo avventatamente identificato il mostro come “rotaria”). sono esseri pluricellulari dotati di stomaco, cervello, occhi, gonadi, tutto quello che serve. in acqua si muovono goffamente cercando un appiglio, quando lo trovano vi si aggrappano e si allungano e si guardano intorno ottusamente sporgendo il rostro fuori dalla corazza. quando sono soddisfatti, estraggono la loro corona, un doppio disco ciliato che crea una corrente che attira nella loro bocca particelle di alghe e batteri, di cui si nutrono. se si sentono in pericolo, si richiudono in se stessi fulmineamente come anemoni marini, e se la pozza d’acqua in cui vivono si prosciuga, sono capaci di sopravvivere anni in uno stato vegetativo nelle più avverse temerature. la più importante caratteristica dei rotiferi bdelloidi, per la quale vengono studiati accanitamente, è la loro riproduzione asessuata per partenogenesi, per la quale si sono guadagnati l’epiteto di “scandalo evoluzionistico” dal celebre biologo john maynard smith. esistono solo individui “femmina” e questo crea problemi a chi pensa che la riproduzione sessuata sia necessaria per il successo evolutivo e la differenziazione delle diverse specie. nel filmino di oggi, un bel primo piano di rotifero bdelloide mentre mangia. sono chiaramente visibili gli occhi e la corona cigliata, e si può osservare in trasparenza la prima fase della digestione.

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per saperne di più:

Maynard Smith, J. (1978) The Evolution of Sex (Cambridge Univ. Press, Cambridge, U.K.).Bell, G. (1982) The Masterpiece of Nature (Croom Helm, London).
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