figa, qui?

14 maggio 2013

glonassLeggo sul sito del commerciante Vivilibero questa interessante comparazione di prestazioni tra GPS Garmin, condotta in occasione dell’uscita sul mercato dei nuovi modelli a doppia costellazione, un’opzione fino a ieri economicamente proibitiva che sto tenendo d’occhio io stesso da qualche tempo.
Si parte con una comparazione di TTFF tra i 3 modelli Garmin, poi il tempo di stabilizzazione del segnale (l’articolo ammette comunque che questi parametri contano sega), calcolo della quota, numero di satelliti in vista e precisione stimata, per finire con un’analisi della traccia rilevata.
Non sono nuovo a questo genere di esperimenti, ne faccio io stesso, ma quello che mi fa astenere dal pubblicare risultati è la non attendibilità degli stessi.
Con ciò non intendo dire che l’articolo faccia cagare, o che porti a risultati errati (molto interessante la “coerenza nell’errore” nei due apparecchi GPS, che dimostra come il cambiamento della posizione dei satelliti rispetto all’ora del giorno possa cambiare sostanzialmente la traccia rilevata indipendentemente dallo strumento usato), ma avrei sottolineato i limiti della credibilità delle misurazioni, e mi preme far notare come sia stato dato conto a misurazioni di dubbia utilità, tralasciando le uniche che servono a qualcosa.
Dopo un primo capitolo, inutile per stessa ripetuta ammissione dell’autore, il seguente “numero di satelliti a vista, accuratezza della posizione e calcolo della quota” è quello che mi ha fatto alzare il sopracciglio più in alto.
Cominciamo col numero dei satelliti agganciati. Cosa mi dice questo dato? Niente: due satelliti allo Zenit lavorano meglio di 5 satelliti sull’orizzonte: agganciare più satelliti inutilizzabili porta a misurazioni più precise? Se sì, come? Quanto? I primi due apparecchi, che hanno lo stesso chipset e prendono la stessa costellazione, differiscono per la presenza di un’antenna esterna nel primo, che gli permette di “agganciare” più satelliti, ma questo in cosa si traduce? La traccia finale è forse più accurata nel primo apparecchio? Non mi pare dalla grafica, o meglio, non possiamo saperlo.
Accuratezza. Nello stile Garmin, l’accuratezza è un valore in metri ottenuto con una stima partendo dagli unici dati certi (che non conosciamo, ma che il chipset registra: i famigerati hdop e vdop). i *dop sono misure, mentre l'”accuratezza secondo Garmin” è un’opinione, che tiene conto delle misure, ma le filtra in un algoritmo (che non è noto) e ci restituisce una stima del raggio di errore in metri. Un dato più leggibile e user friendly? Certo. un dato che pubblicherei in un comparativa tra apparecchi diversi? Certo che no. Infatti l’articolo segnala che in uno degli apparecchi il dato è inaffidabile, guarda caso nell’apparecchio che stiamo confrontando con gli altri due. Quindi perché dare il dato? L’autore perde qui un’altra ottima occasione per accorciare l’articolo.
Altitudine. L’altitudine nei GPS è un argomento che molta gente fatica a capire. Per prima cosa è poco chiaro cosa sia l’altitudine, ed è poco chiaro come viene calcolata. Lo spiegherò quando ne avrò voglia, ma per oggi basti dire che nella tecnologia GPS il dato verticale accumula molto più errore di quello orizzontale, inoltre “si sente” di più, perché un errore di 10 metri in altitudine dà fastidio all’utente comune più di un errore di 10 metri planimetrico. Per farla breve, il dato dell’altezza nel GPS è troppo approssimativo per essere utile, e per questo gli apparecchi per amatori affiancano al ricevitore GPS anche un sensore barometrico. Uscendo dall’osceno mondo Garmin, altre marche incrociano il valore planimentrico con un DEM, e da quest’ultimo ricavano la quota, un approccio più logico e pulito, che Garmin non implementa per qualche sua bislacca scelta commerciale. Quindi, in un articolo sulla sensibilità di chip GPS, perché parlare delle stime dei sensori barometrici? Tra l’altro senza tararli (o eventualmente disabilitarli) e trarne conclusioni sulle differenze tra l’uso della costellazione gps contro gps+glonass? Confrontandoli, tra l’altro, con dati “cartografici” di cui non si cita provenienza, proiezione, accuratezza?
Infine, l’analisi della traccia. Con queste premesse si tratta dell’unica parte interessante dell’articolo, ma ahimé anche qui i risultati potenzialmente interessanti sono dubbi, inaccurati, derivati con espedienti. Vediamo le tracce rilevate proiettate su Google Earth. Ora, mi piacerebbe una fonte diversa. Vediamoli confrontati con una traccia sicuramente affidabile, presa con un GPS professionale con correzione a terra. Non ce l’avete? Vediamoli su una carta catastale. Non ce l’avete? Vediamoli almeno su una CTR. Diamo tutto in pasto a un GIS (non a Google Earth) e calcoliamo la distanza di ogni punto rilevato dal percorso “vero”, facciamo delle medie fatte bene, facciamo un po’ di conti. Allora sì che vedremo se e quanto la doppia costellazione è più precisa della costellazione singola. L’approccio grafico è bello, intuitivo, ma mettiamoci dentro due numeri, prima di tirare conclusioni tipo “la disponibilità o meno del sistema GLONASS in presenza di una buona visibilità del cielo, è praticamente ininfluente”. La gente magari legge solo le conclusioni in neretto, non legge la parte prima, e pensa che ci siano dei complessi calcoli che dimostrano scientificamente le conclusioni, quando queste sono, in realtà, intuizioni e fantasie dell’autore.

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