il volontariato è il cancro della società contemporanea

Da qualche tempo si è fatta strada in me la consapevolezza che uno dei primi e più gravi mali che dovremmo impegnarci ad estirpare da questa società malata è, come si evince dal titolo, il volontariato.
Nessuno sa di preciso cosa sia, né quali siano i suoi confini, ma coloro che amano definirsi “volontari”, siano essi irreggimentati in cooperative, onlus, associazioni e partiti, o cani sciolti che si annidano tra noi, mimetizzandosi tra professionisti in uffici e negozi come stagisti, stanno erodendo le fondamenta del mondo civile.
Questi personaggi incomprensibili che riescono a vivere di creste sui rimborsi, di note spese truccate, di gadget per clienti, di autocompiacimento, di pacche sulle spalle, di divise colorate, di merce danneggiata, di righe sul curriculum, di sorrisi e riconoscenza sollevano diversi interrogativi.
Di cosa si nutrono? Dove vanno a dormire? Come pagano l’affitto? Come riescono a riprodursi così velocemente?
E soprattutto, da dove viene la loro sete di autodistruzione? Essi si reggono su un sistema che stanno cannibalizzando e che crollerà insieme a loro. Sbagasciano le tariffe dei professionisti, offrendo servizi solo nominalmente paragonabili a costi azzerati, o dietro simbolici rimborsi, o dietro promesse di scambio di favori.
Eliminano, ma solo apparentemente, la necessità dello Stato di dotarsi di apparati fondamentali a tutela della salute, della salvaguardia del territorio e dei beni culturali, della sicurezza e dell’assistenza.
Risucchiano competenze da chi dovrebbe legittimamente averne, ma non accettano responsabilità, misurazioni di performance, rispetto di standard, mandando tutto, volontariamente, in merda.
Hanno difeso con tale accanimento le loro nicchie di competenza da escludere chiunque altro, fino a cacciare, di fatto, chi è titolato ad occuparle.
I volontari eliminano il principio stesso del lavoro su cui il nostro Stato si fonda, quello di esigere un salario. Che ne è del lavoro, se non è più pagato? Dove finiscono la competizione, la concorrenza, la spinta a fare meglio? E dove finisce la nostra società senza il lavoro? Mangeremo tutti in mense di volontari, dormiremo in dormitori gestiti da volontari in case occupate da volontari, lavorando durante il giorno come volontari noi stessi, spegnendo incendi, guidando ambulanze, organizzando sagre e facendo la guardia nei musei.
Il volontariato è una galassia di inefficienza ed incompetenza, di corruzione ed intimidazione che blocca ogni tentativo di normalizzazione e miglioramento, e ci tiene tutti sotto la costante minaccia di un collasso escatologico.
Cosa succederebbe se tutti i cosidetti volontari smettessero all’unisono di lavorare? Nessuno potrebbe richiamarli, né minacciarli, né sanzionarli. E se un giorno lavorassero, volontariamente, male? E se lavorassero volontariamente contro di noi? E se stessero organizzando un colpo di stato volontario? Chi li ha mandati, chi si strofina le mani ghignante dietro questa torma di utili idioti? Una potenza nemica? Un complotto? Il Vaticano?
Dobbiamo essere nemici dei volontari, rifiutare i loro servizi scadenti, rifiutare di partecipare noi stessi a qualunque iniziativa puzzi di volontariato, rifiutare di muovere qualunque muscolo volontario, rinnegare e disprezzare la volontà.
L’unico vero filantropo, benefattore dell’umanità, costruttore di una società destinata a durare è solo chi esige un vero compenso. Un salario misurabile, una parcella che rappresenta la derisione dell’entusiasmo interessato delle piattole volontarie. Il sabotaggio del volontariato è un dovere civico, la nostra vera missione extralavorativa è fermare i volontari che conosciamo convincendoli a smettere. Con le cattive, se necessario.

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7 Responses to il volontariato è il cancro della società contemporanea

  1. Marco ha detto:

    Quello che scrivi è semplicemente vergognoso.

  2. Myskin ha detto:

    ciò che emerge maggiormente è la psicosi di colui che ha scritto l’articolo.

  3. D ha detto:

    Da volontario della Croce Rossa Italiana avrei veramente il piacere di conoscerti…e se vuoi ti inviteremo ad una delle nostre riunioni così potrai spiegarci i motivi di questo tuo accanimento…ma dovresti parlare negli occhi dei volontari, non attraverso un blog!!! così è molto facile.

  4. gianfranco ha detto:

    questo articolo lo trovo riprorevole!!!Sono volontario della croce rossa faccio servizio nel 118,accompagno a fare la terapia bambini oncologici,porto medicine a persone anziane che non sono autosufficienti.Ogni anno devo fare dei corsi di aggiornamento e degli esami e tutto questo perchè!!!!Per nulla! perchè un grazie ,un abbraccio di una di queste persone ti fa scoprire quei valori e quella gratificazione che nessun guadagno può darti .Quando faccio servizio al 118 ed entro nelle case siamo vicini al paziente in un modo umano,se rimane nella corsia perchè il P.S. è pieno noi rimaniamo con lui a fargli compagnia,mentre gli equipaggi delle ambulanze private non hanno tempo da perdere con i tuoi problemi loro lo fanno perchè sono costretti,perchè per loro è un lavoro non è una scelta e l’unica differenza tra noi e loro è lo stipendio perchè le responsabilità penali se sbagliamo sono le stesse.
    P.S.Il prossimo terremoto vacci tu ad aiutare la gente,a dormire al freddo,a scavare con le mani!

  5. gianfranco! ha detto:

    Almeno firmati!!

  6. Alwx ha detto:

    Ciao, finalmente qualcuno che ha il coraggio di dire la verità!
    Bravo, hai ragione! Volontari di merda che togliete lavoro a chi la propria professionalità l’ha costruita in anni di studio e impegno serio, vergognatevi voi, invece!!!

  7. Norberto Sinisgalli ha detto:

    La volontà l’ho bella e deposta. Volontariamente.

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