il cimitero della merda

8 luglio 2010

Stavo pensando a quanto è facile ed economico migliorare sensibilmente la qualità della propria vita. Vi è una classe di oggetti infatti, che usiamo quotidianamente, che costano pochissimo ma che possono durare decine di anni o addirittura sopravviverci. A questa classe di oggetti fanno parte, per esempio, le mollette, o le grucce dei vestiti. Le grucce dei vestiti a casa mia sono spaiate, recuperate, rubate, regalate dai grandi magazzini quando si comprano i pantaloni, sono orride, in plastica nera o di fil di ferro, tutte diverse. Aprire l’armadio, viene voglia di vomitarci dentro, riordinarlo è un patema. Essendo difficile rompere una gruccia, per quanto scadente, vi è quindi la concreta probabilità che questa situazione si mantenga invariata per un lunghissimo periodo, finché qualcuno non prende la situazione in mano e investe il giusto in grucce di legno. I telefonini, le macchine fotografiche digitali o gli stessi vestiti sono cose molto più costose, ma che irrimediabilmente nel giro di due anni vengono superate dalla moda o dalla tecnologia, o sono usurate o guaste e non più utilizzabili: è molto più saggio risparmiare su questo genere di cose. Perché avere sempre l’ultimo Ipod non ti migliora la vita, se comunque ogni giorno tocca bestemmiare contro le mollette che si aprono male, e anche se ci attacchi camicie confezionate su misura, le grucce dei vestiti di plastica ti fanno vivere nella merda. Avere una buona qualità della vita significa sostanzialmente questo: non vivere circondati dalla merda.

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