terra di leggére

Da qualche giorno dormo male per via dei reticolati chilometrici.
I miei lettori digiuni di cartografia non me ne vorranno se uso queste pagine per il mio sfogo, d’altra parte noto nelle statistiche che il mio precedente intervento sulla materia è uno dei più ricercati dagli utenti di Google. (Che poi, Google ha i giorni contati).
Naturalmente so tutto di coordinate, proiezioni, datum e mozze varie, e presumo che i miei lettori ne siano altrettanto edotti, e comunque non tocca a me farvi la prima lezione di cartografia, vista la crescente mole di esaurienti pdf che si possono scaricare altrove; passo quindi direttamente alla polemica.
Mi chiedo perché cazzo continuino a capitarmi per le mani delle cartine con reticolati chilometrici non conformi alla proiezione adottata*.
Certo tutti sappiamo cos’è e come si usa un reticolato chilometrico: abbiamo la nostra carta topografica, sopra la quale ci sono dei quadretti, questi quadretti alle scale normalmente usate in topografia (1: 5<50 mila) sono tipicamente di lato 1 chilometro e per questo si chiamano chilometrici. Servono a rendersi conto delle distanze a colpo d’occhio, e a trovare le coordinate piane di un punto, vale a dire la distanza in metri di quel punto dall’equatore in latitudine, e rispetto al meridiano centrale della proiezione per la longitudine (con opportuno falso est, si intende, per non fare casini). Certo, le coordinate ottenute si riferiscono al sistema con cui è stato disegnato il quadratino, e se devo mandare qualcuno a scavare un buco in quel punto o sganciarci una bomba, è importante essere d’accordo sul sistema adottato.
La babele di standard comunemente usati in cartografia, primo grande scoglio degli studenti, non semplifica le cose, ma mi aspetterei che il reticolato seguisse la proiezione, e lo dico non perché sono cattivo, ma perché sono sicuro che nella proiezione della carta, il reticolato chilometrico ha lato di un chilometro, le linee sono dritte, e i quadrati sono quadrati. Invece quello che vedo è che la carta usa una proiezione, che magari è quella più precisa, o è quella disponibile perché rilevata in tempi antichi e non più modificata, diciamo pure Gauss- Boaga, e facciamolo ‘sto nome, mentre il reticolato, che è più facile da fare (basta tirare delle righe) è aggiornato a quello più in voga, che si pensa possa tornare utile all’utente a cui viene richiesto il punto secondo uno standard di moda (diciamo UTM, e va bene, diciamo UTM, ma che UTM? Quello ED50 o quello WGS84, che è 100 metri più in là?).
Il ragionamento sembra giusto, ma è viziato dal fatto che, così facendo, il reticolato non è formato da quadrati, ma da un cazzo di quadro di Bridget Riley.
Mi si obietterà che le deformazioni sono piccole, e all’atto pratico, su scale topografiche le linee risultano dritte e semplicemente traslate rispetto al reticolato della proiezione originale. Sarebbe inutile, insomma, disquisire su un errore infinitesimale, invisibile nella scala che stiamo usando, e senz’altro meno importante di errori ben più rilevanti insiti nella stessa tecnica cartografica (stiamo pur sempre facendo finta che la terra sia piatta!).
Ma sono datum diversi, non sono discorsi. Se prendo l’ellissoide internazionale di Hayford del 1924 e lo oriento a Roma è una cosa diversa da orientarlo a Potsdam. Il centro della terra va a cadere da un’altra parte, il polo nord va a cadere da un’altra parte, e mi ritrovo un punto spostato a nord di 180 metri, e a est di 53, ma non precisamente, Gesù Cristo, non dappertutto. Bisogna fare i conti punto per punto, si devono seguire le tabelle, viene una roba spannometrica e inelegante, ti rimane comunque un errore di qualche metro che non elimini.
Nelle carte serie, il reticolato segue la proiezione e poi, per completezza, per curiosità, o per comodità dell’utente, ci sono gli “inviti” sui bordi della carta, che individuano il reticolato (teorico e spannometrico) relativo a un’altra proiezione, invece capita di vedere il contrario, il reticolo disegnato è quello dell’altra proiezione, e solo gli inviti del reticolato relativo alla proiezione della carta.
Questa vergogna deve finire.

QUESTO BLOG E’ CONTRARIO AL RETICOLO CHILOMETRICO DIFFORME DALLA PROIEZIONE

* Ha cominciato l’IGM, che ha preso tutti i punti trigonometrici con un sistema nazionale (il Gauss-Boaga) in tempi di autarchia, ma ha pubblicato poi le carte con reticolato UTM con datum europeo 1950 per conformarsi agli standard NATO. Col passare degli anni, si è capito che un sistema di coordinate universale (l’UTM) valido per tutto il mondo non poteva andare avanti con dei datum regionali, e si è lavorato per un datum che andasse bene a tutti (WGS84), e contemporaneamente preciso per nessuno. Oggi il WGS84 è il sistema usato nei GPS e per questo tutti a chiedere il reticolato UTM(WGS84) e a sputare sul reticolato UTM(ED50), per non parlare dell’unico reticolato legittimo per una proiezione Gauss-Boaga con datum Roma40: il reticolato Gauss-Boaga con datum Roma40! Quello che sfugge è che le carte sono sempre le stesse, prese con i punti trigonometrici autarchici di cui sopra, e che il GPS lavora, sì, sullo standard WGS84, ma parliamo dello standard geografico (in gradi), non di quello proiettato, ergo le macchinette per restituire coordinate piane in UTM(WGS84) fanno esattamente la stessa fatica, gli stessi calcoli e le stesse approssimazioni necessarie per darvi le coordinate piane in qualunque altro sistema, ma se non altro, lavorando con una cartografia coerente si eviterebbe di introdurre un ulteriore errore, per quanto trascurabile possa essere.

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2 Responses to terra di leggére

  1. brullonulla ha detto:

    condivido appieno questo appello correttissimo e puntiglioso, sono abbastanza basito dal fatto che usino reticolati difformi dalla mappa.

  2. RV ha detto:

    Che post bellissimo, di pura poesia.

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