giocattoli vibranti per adulti

14 dicembre 2009

Ho messo in vendita il mio vecchio GPS, per chi fosse interessato. L’antenna di vecchia generazione non soddisfaceva gli standard che mi sono dato per la rilevazione sentieristica, per quanto sia più che sufficiente per ogni altra applicazione. OK, ammetto che pure per i funghi non va bene, perché perde il segnale nel bosco fitto, ma per la mountain bike e l’escrursionismo va bene.
Ho preso un apparecchio dotato di antenna Sirf Star III. Sono una fashion victim del Sirf Star III, forse altri chip hanno prestazioni paragonabili, o magari fanno meglio, ma resta il fatto che io sono tra le vittime dell’ufficio marketing della Sirf. Ho preferito la soluzione smartphone, visto che contemporaneamente mi si era pure rotto il telefono e avevo anche venduto la chiavetta per l’internet mobile, così faccio tutto con un apparecchio solo, e soprattutto ci metto il programma che voglio io e le mie cartine, non quelle della Garmin, di cui abbiamo già parlato. Credevo di trovarmi davanti ad una scelta infinita di marche e modelli, ma scremando tutta la monnezza in commercio da quelli che non hanno il chip Sirf Star III, e quelli che non si connettono in HSDPA si rimane con meno di 10 modelli, se poi restringi ulteriormente su quelli con 128 mega di RAM ne restano 3*, di cui solo 1 venduto in Italia, questo. Certo, è un Acer, per la precisione un E-ten rimarchiato Acer, perché la Acer non è capace di fare le cose, le fa fare agli altri e le rimarchia. Marchio poco cool? Forse, ma tutti i vostri bei Nokia e i vostri bei HTC montano un chip GPS della Qualcomm, e costano il triplo. La comparativa di chipset GPS più seria che ho visto è questa, certo, non è una comparativa molto seria, basata su un solo test, senza benchmark, senza niente, ma comunque dà risultati chiari su chi spadroneggia il mercato dei chip GPS non differenziali. Fanno bene alla Nokia: quanti sono gli utenti che si accorgono (o a cui frega qualcosa) della differenza tra un economico chip Qualcomm e the real thing? Pochi.
Unica nota negativa, sono stato inculato da Unieuro. Era in offerta a 179 euro ma solo se lo ordinavo per posta, spendendo 7 euro di spese postali e imbarcandomi il gran casino di rispedirlo via corriere nel caso avessi dovuto restituirlo, cosa che per fortuna non è successa, mentre in negozio stava a 269. Quindi l’ho preso via posta, e il giorno che è finita l’offerta all’Unieuro via posta l’hanno messo in offerta in negozio, sempre a 179. Pazienza, dico, mi sarei infuriato ben di più se in negozio l’avessero messo a meno. In ogni caso, con 179 euro posso andare da uno con l’Iphone da 700 euro e dirgli “bella quella foto, me la mandi col bluetooth?” “ehmmm… uhmmm…” “beh allora mandami un MMS” “uhmmmm… ehmmm…” “dai, vediamo chi ha il GPS più preciso” “uh uh, oh oh”. Belinoni.

*queste operazioni sembrano più time-consuming di quanto non siano, se non si conosce pdadb.net


terra di leggére

2 dicembre 2009

Da qualche giorno dormo male per via dei reticolati chilometrici.
I miei lettori digiuni di cartografia non me ne vorranno se uso queste pagine per il mio sfogo, d’altra parte noto nelle statistiche che il mio precedente intervento sulla materia è uno dei più ricercati dagli utenti di Google. (Che poi, Google ha i giorni contati).
Naturalmente so tutto di coordinate, proiezioni, datum e mozze varie, e presumo che i miei lettori ne siano altrettanto edotti, e comunque non tocca a me farvi la prima lezione di cartografia, vista la crescente mole di esaurienti pdf che si possono scaricare altrove; passo quindi direttamente alla polemica.
Mi chiedo perché cazzo continuino a capitarmi per le mani delle cartine con reticolati chilometrici non conformi alla proiezione adottata*.
Certo tutti sappiamo cos’è e come si usa un reticolato chilometrico: abbiamo la nostra carta topografica, sopra la quale ci sono dei quadretti, questi quadretti alle scale normalmente usate in topografia (1: 5<50 mila) sono tipicamente di lato 1 chilometro e per questo si chiamano chilometrici. Servono a rendersi conto delle distanze a colpo d’occhio, e a trovare le coordinate piane di un punto, vale a dire la distanza in metri di quel punto dall’equatore in latitudine, e rispetto al meridiano centrale della proiezione per la longitudine (con opportuno falso est, si intende, per non fare casini). Certo, le coordinate ottenute si riferiscono al sistema con cui è stato disegnato il quadratino, e se devo mandare qualcuno a scavare un buco in quel punto o sganciarci una bomba, è importante essere d’accordo sul sistema adottato.
La babele di standard comunemente usati in cartografia, primo grande scoglio degli studenti, non semplifica le cose, ma mi aspetterei che il reticolato seguisse la proiezione, e lo dico non perché sono cattivo, ma perché sono sicuro che nella proiezione della carta, il reticolato chilometrico ha lato di un chilometro, le linee sono dritte, e i quadrati sono quadrati. Invece quello che vedo è che la carta usa una proiezione, che magari è quella più precisa, o è quella disponibile perché rilevata in tempi antichi e non più modificata, diciamo pure Gauss- Boaga, e facciamolo ‘sto nome, mentre il reticolato, che è più facile da fare (basta tirare delle righe) è aggiornato a quello più in voga, che si pensa possa tornare utile all’utente a cui viene richiesto il punto secondo uno standard di moda (diciamo UTM, e va bene, diciamo UTM, ma che UTM? Quello ED50 o quello WGS84, che è 100 metri più in là?).
Il ragionamento sembra giusto, ma è viziato dal fatto che, così facendo, il reticolato non è formato da quadrati, ma da un cazzo di quadro di Bridget Riley.
Mi si obietterà che le deformazioni sono piccole, e all’atto pratico, su scale topografiche le linee risultano dritte e semplicemente traslate rispetto al reticolato della proiezione originale. Sarebbe inutile, insomma, disquisire su un errore infinitesimale, invisibile nella scala che stiamo usando, e senz’altro meno importante di errori ben più rilevanti insiti nella stessa tecnica cartografica (stiamo pur sempre facendo finta che la terra sia piatta!).
Ma sono datum diversi, non sono discorsi. Se prendo l’ellissoide internazionale di Hayford del 1924 e lo oriento a Roma è una cosa diversa da orientarlo a Potsdam. Il centro della terra va a cadere da un’altra parte, il polo nord va a cadere da un’altra parte, e mi ritrovo un punto spostato a nord di 180 metri, e a est di 53, ma non precisamente, Gesù Cristo, non dappertutto. Bisogna fare i conti punto per punto, si devono seguire le tabelle, viene una roba spannometrica e inelegante, ti rimane comunque un errore di qualche metro che non elimini.
Nelle carte serie, il reticolato segue la proiezione e poi, per completezza, per curiosità, o per comodità dell’utente, ci sono gli “inviti” sui bordi della carta, che individuano il reticolato (teorico e spannometrico) relativo a un’altra proiezione, invece capita di vedere il contrario, il reticolo disegnato è quello dell’altra proiezione, e solo gli inviti del reticolato relativo alla proiezione della carta.
Questa vergogna deve finire.

QUESTO BLOG E’ CONTRARIO AL RETICOLO CHILOMETRICO DIFFORME DALLA PROIEZIONE

* Ha cominciato l’IGM, che ha preso tutti i punti trigonometrici con un sistema nazionale (il Gauss-Boaga) in tempi di autarchia, ma ha pubblicato poi le carte con reticolato UTM con datum europeo 1950 per conformarsi agli standard NATO. Col passare degli anni, si è capito che un sistema di coordinate universale (l’UTM) valido per tutto il mondo non poteva andare avanti con dei datum regionali, e si è lavorato per un datum che andasse bene a tutti (WGS84), e contemporaneamente preciso per nessuno. Oggi il WGS84 è il sistema usato nei GPS e per questo tutti a chiedere il reticolato UTM(WGS84) e a sputare sul reticolato UTM(ED50), per non parlare dell’unico reticolato legittimo per una proiezione Gauss-Boaga con datum Roma40: il reticolato Gauss-Boaga con datum Roma40! Quello che sfugge è che le carte sono sempre le stesse, prese con i punti trigonometrici autarchici di cui sopra, e che il GPS lavora, sì, sullo standard WGS84, ma parliamo dello standard geografico (in gradi), non di quello proiettato, ergo le macchinette per restituire coordinate piane in UTM(WGS84) fanno esattamente la stessa fatica, gli stessi calcoli e le stesse approssimazioni necessarie per darvi le coordinate piane in qualunque altro sistema, ma se non altro, lavorando con una cartografia coerente si eviterebbe di introdurre un ulteriore errore, per quanto trascurabile possa essere.