non è bello ciò che è bello, è bello ciò che paghi

26 febbraio 2009

Da vorace escursionista e possessore di GPS serie Etrex, attendevo da molto l’uscita delle famose carte topografiche della Garmin da caricare sul GPS per le nostre zone.
Come sappiamo, i GPS escursionistici Garmin sono usciti inizialmente con un corredo cartografico piuttosto scarso: le mappe disponibili erano infatti quelle automobilistiche, e solo le più nuove includevano le strade minori. La strada che porta a Vinca, ad esempio, è comparsa solo dalla penultima versione di Metroguide, quando si è arrivati alla “detailed coverage” anche per l’italia. I ritardi sono dovuti, penso, alla cartografia tecnica ufficiale italiana, affidata alle regioni, senza uno standard comune.
Le strade sono comunque l’ultima cosa che può interessare all’escursionista, che percorre per sua abitudine tracciati non carrozzabili, e le zone da lui battute apparivano sul GPS cartografico di un bel marroncino uniforme.
Se può sembrare idiota commercializzare un GPS cartografico senza poter fornire la cartografia, ancora più idiota appare chi, come me, ne ha comprato uno ed ha passato anni nella frustrazione di non poterlo usare mentre, tra l’altro, uscivano modelli più economici e con antenne più precise.
Riassumendo, fino ad oggi i GPS cartografici Garmin potevano mostrare sul display al massimo tutte le strade asfaltate E BASTA.
Tra i vari rimedi casalinghi escogitati dalla comunità per rendere utile l’inutile, il più brillante fu senz’altro il progetto iTopo20, grazie al quale si poteva almeno visualizzare un abbozzo di curve di livello, ricavate dai dati DEM pubblici, con cui era possibile orientarsi sovrapponendolo ad una mappa Garmin di strade asfaltate e a qualche punto di interesse (cime, passi, rifugi…) aggiunto a mano dall’utente la sera prima della gita.
Qualche immagine -cliccare per ingrandire- per capire di cosa stiamo parlando: qui un estratto della mappa cartacea Multigraphic che ogni apuanista conosce alla perfezione (la zona del Sagro):

multigraphic

che come tutti sanno non è che una versione con sentieri in evidenza della classica carta IGM 1:25000:

igmi

la zona in aerofotogrammetria (nota anche come “immagine satellitare”, peccato sia ottenuta con gli aerei):

ortofoto

ed ecco come la zona appare sul display di un GPS con sopra itopo20 (si noti l’assenza di… tutto):

itopo20

La frustrazione raggiunge il suo apice quando si scopre che esiste la Carta Tecnica Regionale 1:10000 della Toscana, ricavata dall’ortofoto riportata sopra e già in formato vettoriale (quello visualizzabile, con opportune trasformazioni, dai GPS Garmin), con una ricchezza di dettagli quasi perfetta:

ctrdwf

Il problema è che nessuno sembra aver mai adattato la CTR Toscana al formato Garmin, in quanto scaricabile dal sito in un formato (.dwf) che può essere “guardato ma non toccato”. Inoltre, mancherebbero, a ben vedere, i sentieri. Il livello dei sentieri nella CTR è rilevato con un metodo a me ignoto ma senz’altro errato, infatti isolandolo (cosa che qualcuno ha fatto, e si trova il file su internet), si ottiene un pasticcio assurdo di tracce morte, peraltro inesistenti nel mondo vero:

senttosc

La Regione, conscia di questo limite, nel 2005 incaricò il CAI di rilevare elettronicamente (leggi: con GPS in spalla e camminare) tutti i sentieri della Toscana, e ne ha fatto una bella sezione sul suo sito internet, come al solito consultabile ma non manipolabile. questo fu il risultato:

sentiericai

Appare a questo punto ovvio che la carta da GPS “perfetta” può essere fornita dalla Regione, integrando i dati della CTR (isoipse, corsi d’acqua, toponimi) con il layer sentieristico approvato CAI e venduta al miglior offerente. Il miglior offerente purtroppo non fu Garmin, ma Mynav (non ho immagini del risultato), e solo nel 2008 Garmin riesce ad adeguarsi uscendosene prima con una “Land Navigator” che non è né carne né pesce (riporta le isoipse e i rifugi, ma non i sentieri):

landnav

e infine la tanto strombazzata Trekmap, che come si vede alla precedente aggiunge isoipse più fitte (a 20m contro i 50 della Landnav), il famigerato layer dei sentieri del CAI rilevato nel 2005 e un’inutile pletora di punti di interesse speleologico:

trekmap

Per prima cosa, mentre appare chiaro da dove venga il livello dei sentieri (sul quale avrei comunque qualcosa da dire), è meno chiara la provenienza delle isoipse e dell’idrografia, che non è evidentemente la stessa della CTR, il che mi permette di sollevare qualche dubbio sulla sua accuratezza.
Poi, va bene che il catasto speleo è liberamente scaricabile, meno comprensibile la scelta di includerlo per intero in un prodotto non destinato esclusivamente a speleologi, a cui forse non interessa un cazzo dell’Abisso Paperoga e del Pozzetto Renato (sic!): i punti di interesse speleologico sono già disponibili su internet come comoda raccolta di POI (simile a quella degli autovelox), ed ogni speleologo sa come integrarlo sul suo GPS. Se fossi uno che pensa male, penserei a un modo per riempire di dati (inutili) una mappa che manca totalmente di veri punti di interesse escursionistico (vedi Case Walton, Capanne del Sagro o, semplicemente, TUTTE LE CAVE…).
La scelta di segnare solo le vette principali (nel nostro esempio Sagro, Borla e Maggiore) e non le antecime (Spallone, Faggiola) mi fa cagare: se c’è il Pozzetto Renato, ci voglio anche la cima dello Spallone, diosfaccimma, e le coordinate di tutte le cime apuane segnate sulla CTR sono scaricabili liberamente da internet, non è che Garmin si rovina. Se volessi pensare male, penserei ad un progetto di obsolescenza programmata sfacciata.
I passi? no dico, le selle, i callari, tutte quelle cose importanti per chi cammina? Forse l’Abisso Paperoga è più imortante di Foce di Pianza?
Potrei continuare parlando della mancanza del rifugio Conti, o della scelta di segnare i sentieri con una linea nera di un pixel che non si distingue dalle curve di livello, ma credo che il concetto che volevo far passare è passato: se come me trovate una Trekmap per strada caduta da un camion installatela e divertitevi usandola come carta base, ma se avete intenzione di spenderci 90 euro aspettate almeno la versione 28.0.

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