nematode

25 dicembre 2006

tanti auguri di buon natale a tutti. oggi posterò un filmato di nematode. che dire dei nematodi? sono gli esseri pluricellulari più numerosi del pianeta, ce ne sono 20mila specie, vivono in ogni ambiente, ci sono specie parassite e specie che non sono parassite. si riproducono sessuatamente, accoppiandosi, inseminandosi e facendo uova, e sono gli esseri più semplici dove la bocca e il buco del culo sono separati. questo nematode del filmino sembra sofferente, ma si muove così di natura. il fatto che si muovesse mi ha impedito di ingrandire di più in modo da poter determinare la famiglia di appartenenza. accontentiamoci di sapere che è un nematode.

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l’angolo del pedante

24 dicembre 2006

mi rendo conto di aver inflazionato un po’ il mercato dei filmini. anche oggi ne avrei una decina, ma ne posterò soltanto uno. ho approfondito le mie ricerche sul mostro telescopico (cfr primi due filmini di ieri), e ho imparato cose interessanti. trattasi di rotifero bdelloide, comune in ogni pozza d’acqua del globo, ne esistono più di 350 specie e le famiglie più rappresentate, che ancora non so distinguere una dall’altra, sono Philodina e Rotaria (ieri avevo avventatamente identificato il mostro come “rotaria”). sono esseri pluricellulari dotati di stomaco, cervello, occhi, gonadi, tutto quello che serve. in acqua si muovono goffamente cercando un appiglio, quando lo trovano vi si aggrappano e si allungano e si guardano intorno ottusamente sporgendo il rostro fuori dalla corazza. quando sono soddisfatti, estraggono la loro corona, un doppio disco ciliato che crea una corrente che attira nella loro bocca particelle di alghe e batteri, di cui si nutrono. se si sentono in pericolo, si richiudono in se stessi fulmineamente come anemoni marini, e se la pozza d’acqua in cui vivono si prosciuga, sono capaci di sopravvivere anni in uno stato vegetativo nelle più avverse temerature. la più importante caratteristica dei rotiferi bdelloidi, per la quale vengono studiati accanitamente, è la loro riproduzione asessuata per partenogenesi, per la quale si sono guadagnati l’epiteto di “scandalo evoluzionistico” dal celebre biologo john maynard smith. esistono solo individui “femmina” e questo crea problemi a chi pensa che la riproduzione sessuata sia necessaria per il successo evolutivo e la differenziazione delle diverse specie. nel filmino di oggi, un bel primo piano di rotifero bdelloide mentre mangia. sono chiaramente visibili gli occhi e la corona cigliata, e si può osservare in trasparenza la prima fase della digestione.

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per saperne di più:

Maynard Smith, J. (1978) The Evolution of Sex (Cambridge Univ. Press, Cambridge, U.K.).Bell, G. (1982) The Masterpiece of Nature (Croom Helm, London).
Mark Welch, D. B., Cummings, M. P., Hillis, D. M. & Meselson, M. (2004) Proc. Natl. Acad. Sci. USA 101, 1622-1625. [PubMed].
Mark Welch, J. L., Mark Welch, D. B. & Meselson, M. (2004) Proc. Natl. Acad. Sci. USA 101, 1618-1621. [PubMed].
Mark Welch, D. B. & Meselson, M. (2003) Biol. J. Linn. Soc. 79, 85-91.
Mark Welch, D. & Meselson, M. (2000) Evidence for the evolution of bdelloid rotifers without sexual reproduction or genetic exchange. Science 288:1211-1215.
Mark Welch, J. L. & Meselson, M. (1998) Hydrobiologia 387/388, 403-407.
Mark Welch, D. & Meselson, M. (1998) Hydrobiologia 387/388, 395-402.
Birky, C. W., Jr. (1996) Genetics 144, 427-437. [PubMed].
Birky, C. W., Jr. (2001) Annu. Rev. Genet. 35, 128-148.
Birky, C.W. 2004. Bdelloid rotifers revisited. Proceedings of the National Academy of Sciences 101: 2651-2652.
Hsu, W. S. (1955) La Cellule 57, 283-296.
Hsu, W. S. (1956) Biol. Bull. 111, 364-374.
Wallace, R. L. & Snell, T. W. (1991) in Ecology and Classification of North American Freshwater Invertebrates, eds. Thorp, J. H. & Covich, A. P. (Academic, New York), pp. 187-248.
Ricci, C. N. (1987) Hydrobiologia 147, 117-127.
Waggoner, B. M. & Poinar, G. O., Jr. (1993) Experientia 49, 354-357.
Barton, N. H. & Charlesworth, B. (1998) Science 281, 1987-1990.
Judson, O. P. & Normark, B. B. (1996) Ancient asexual scandals. Trends in Ecology & Evolution 11:41-46.
Normark, B. B., Judson, O. P. & Moran, N. A. (2003) Biol. J. Linn. Soc. 79, 69-84.
Tibayrenc, M., Kjellberg, F., Arnaud, J., Oury, B., Breniere, S. F., Dardé, M.-L. & Ayala, F. J. (1991) Proc. Natl. Acad. Sci. USA 88, 5129-5133. [PubMed].
White, M. J. D. (1973) Animal Cytology and Evolution (Cambridge Univ. Press, Cambridge, U.K.).
Pagani, M., Ricci, C. & Redi, C. A. (1993) Hydrobiologia 255/256, 225-230.
Schön, I. & Martens, K. (2003) Proc. R. Soc. London B 270, 827-833.
Baruch, A. C., Isaac-Renton, J. & Adam, R. D. (1996) J. Inf. Dis. 174, 233-236. [PubMed].
Martens, K., Rossetti, G. & Home, D. J. (2003) Proc. R. Soc. London B 270, 723-729.
Örstan, A., 1998. Factors affecting long-term survival of dry bdelloid rotifers. Hydrobiologia 387/388:327-331
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diatomee

22 dicembre 2006

non dobbiamo disabituarci alle foto. oggi propongo due slideshow di diatomee, sempre dalla vasca di nave.

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empasse climatica

17 dicembre 2006

finita la stagione dei macrofunghi, mi trovo di punto in bianco senza campioni da analizzare. mi sto adoperando tenacemente per soddisfare la richiesta di parameci avanzatami dalla mano nera di dio, ma incontro varie difficoltà, temo anch’esse di ordine climatico. si accettano richieste e dediche compatibili alla stagione.

nel frattempo, chiedo ai lettori (nel loro interesse) di illustrarmi il modo più semplice per comprimere filmati in formato avi, che escono dalle mie apparecchiature con l’ingombro di un mega al secondo, il che me ne impedisce la condivisione.


da nave ricevo e pubblico

11 dicembre 2006

Da quando sono rientrato ho l’influenza, e sto aspettando pazientemente il febbrone.
L’influenza è così sgradevole, che non ti permette azioni elementari, come inserire una vhs e premere rec, e così resti lì, a bocca socchiusa, narici di catrame e occhi gonfi, ad osservare cose importanti, senza registrarle. Infatti l’altro ieri, a geo&geo hanno passato un documentario spaventoso sulle mucillaggini. In particolare una mucillaggine che si nutre di altri funghi (ma non solo), avanzando tra le rocce con un ritmo pulsante, e alimentando le zone + remote di se stessa, improvvisando arterie mostruose e capillari schifosi per distribuire il nutrimento digerito. Poi la mucillaggine, una volta messa alle strette dalla mancanza di cibo o dalla temperatura, migra dal regno animale a quello vegetale, creando tanti piccoli ramoscelli con delle pseudo bacche alle estremità. Le bacche esplodo al minimo contatto, rilasciando spore assassine, che, come incontrano una superficie umida, danno vita a miliardi di organismi monocellulari autoreplicanti ed aggressivi, che consumano ogni cosa, e si aggregano in una forma organizzata (senza per questo perdere l’autonomia del singolo) simile ad un lumacone nero come il nazismo che fagogita tutto ciò che contiene vita, fino a generare una nuova mucillaggine mostruosa. Tutto il documentario era in stop motion,coi suoni della fantascienza che piace a noi, e ricco di ipotesi terrificanti circa il potere distruttivo della mucillaggine, qual’ora guadagnasse dimensioni considerevoli. Ecco, questo era un documentario che dovevi vedere, e pure registrare. Io non l’ho registrato perché quando ho l’influenza, le cose sono anche meno interessanti. Ora cerco lo zerinol e torno a letto.
Ciao
Lorè


slide show go go

2 dicembre 2006

seguendo consiglio di amica provo nuovo servizio di image hosting. se funziona qui sotto dovrebbe vedersi uno slide show di basidi di amanita con e senza spore in formazione:

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