nedda scrive ai ladri

29 febbraio 2004

da Famiglia Cristiana riceviamo e pubblichiamo

DOPO CINQUE FURTI NEDDA SCRIVE AI LADRI:

Caro Padre,
se permette le scrivo due righe per dirle il mio disappunto in fatto di ladri. Io e la mia famiglia ne abbiamo proprio abbastanza di loro, come pure tutto il vicinato. Non ne possiamo più delle loro scorrerie nelle nostre case. Così ho pensato di scrivere loro questa lettera: “ Cari ladri, è proprio vero che a voi del settimo comandamento –“non rubare”- non ve ne importa nulla, dal momento che avete fatto del furto un lavoro vero e proprio. Ma vi siete mai chiesti di quante rinunce e sacrifici è frutto ciò che voi portate via a noi poveri sprovveduti? Lo sapevate che quel copriletto di pelliccia di coniglio che mi avete preso m’è costato una trattativa con il mobiliere che sfiorava la sfacciataggine? Quelle lettere d’amore di mio marito custodite e legate da un nastro, sparse per tutta la stanza, strappate con le vostre mani insensibili, rappresentano il mio passato, la mia gioventù, i miei sentimenti più cari e segreti. Ora, quelle lettere le ho strappate io per non farle più violare a voi. Siete così egoisti da volere le cose degli altri, costi quello che costi! Per ben cinque volte abbiamo avuto il dispiacere di una vostra visita. Adesso ne aspettiamo un’altra, chissà quando! Quasi quasi vi considero dei parenti lontani che, quando vengono a trovarti, al momento dei saluti ti viene da dire: “Chissà quando li rivedremo”. A differenza dei miei cari, a voi dico: “Arrivederci il più tardi possibile. O mai più.”

Nedda