Dialogo sui rapporti tra Fruity Loops 4 e l’Autismo

Q: paziente g, stasera ho letto l’help del piano roll del fruity loops 4. ovviamente leggere e capire tutto l’help del fruity loops sarebbe il lavoro di una vita, ma usandolo un poco per volta, leggendo ogni tanto un capitoletto, può aiutare. come la bibbia: chi l’ha mai letta intera? si spilucca. ho imparato cose del piano roll che non credevo possibili, per esempio la funzione di slide. cioé che tu puoi far fare lo slide, diciamo, a un do e farlo alzare di una quinta, però decidi anche in quanto tempo farlo alzare (velocità dello slide espressa in steps!) e se hai un accordo puoi farlo alzare tutto contemporaneamente di una quinta, o puoi anche scegliere, colorando le note con altri colori, di farne alzare solo alcune. variazioni del pitch di questo tipo, ovviamente, le puoi fare in un’altra dozzina di modi all’interno di fruity loops, e puoi combinarli insieme. puoi fare un canale che si pitcha piano piano all’interno del pattern, e al suo interno puoi variare il pitch delle singole note, o solo di alcune. saranno bei giorni quelli in cui mi avventurerò nel famigerato formula controller, una roba che tu devi inserire formule matematiche e lui ti cambia i parametri a tempo seguendole. per esempio: a+Sin(SongTime*Pi*2*c)*Sin(Time/200)*(b-0.5) dove a b e c sono parametri dell’LFO del pan-o-matic che serve per darti effetti di stereo panning in modo che, se hai le cuffie, ti sembra che un certo suono ti giri intorno alla testa, quindi tu programmi la formula del moto armonico e la applichi al panning. simpatie così. ora tu dirai che uno che si studia queste cose non è un musicista, perché il musicista ha bisogno solo di un walkman e della sua chitarra. o che ha carenze affettive di qualche tipo. io ho carenze musicali, nel senso che ho dei pezzi brutti (gli stessi che avevo già quest’estate) e allora mi invetro nella tecnologia software per migliorarli, ma sotto sotto lo faccio per ritardare il momento umiliante in cui sentenzierò che quella che ho davanti ne è la versione definitiva, e capirò che è una merda senza appello. comunque devi assolutamente procurarti il fruity loops 4, che recide gli ultimi legami che hai con il resto di camera tua, e ti risucchia nel monitor. se fai un pezzo alla settimana puoi fare 5 dischi all’anno, e dimenticarti della figa.

G: non ho capito assolutamente un cazzo di quello che hai scritto sul fruity, è normale?

Q: potrei essere io ad aver perso ogni capacità comunicativa e di relazione col prossimo (=autismo), o forse tu sei semplicemente ancora ancorato a un’idea di musica legata più alla musica stessa che non alla propria competenza nel padroneggiare la terminologia specialistica di fruity loops (=autismo). io credo che l’approccio alla musica contemporanea non sia legato ai risultati registrati, ma risieda nel cazzeggio improvvisato col proprio strumento elettronico o software preferito. quindi un’analisi seria della musica contemporanea dovrebbere prescindere da qualsiasi supporto di riproduzione audio e concentrarsi sulla ricerca diretta, sul campo, dei nuovi talenti del software, che non registrano mai un cazzo impegnati come sono ad imparare le funzioni dei loro strumenti sempre nuovi e invetrandosi coi suoni da essi prodotti per ore e ore ogni giorno. se ci pensi, l’era tecnologica ha riportato la musica al suo stadio più antico, quando non esistevano né registratori, né registrazioni né notazioni per la musica, e la conoscenza della stessa era possibile solo dal vivo, e una ricostruzione impossibile. devo scrivere un articolo colto su questa cosa.

G: no, non è colpa tua se non ho capito un cazzo di quello che hai scritto sul fruity loops…sono io ad essere del tutto incompetente con riguardo alla terminologia specialistica del programma che ha cambiato le nostre fragili vite!!! Io in effetti non sono ancora in grado di mettermi davanti al fruity senza avere prima una idea precisa di quello che il pezzo deve essere…è anche vero però che spesso è il programma a suggerirmi cose che non avevo in mente, perché quando mi metto a realizzare in pratica ciò che ho in testa quasi mai sono in grado di farlo e quindi sono fortunatamente costretto a sbalordirmi di altre soluzioni che mi vengono suggerite al momento da quelle meravigliose manopoline! e lì a quel punto inizia il meraviglioso salvifico cazzeggio!!!

Q: anch’io mi facevo problemi su questo punto, ma poi ho pensato: cosa faccio quando compongo con la chitarra? cazzeggio anche lì, perché non sono abbastanza esperto da prevedere quello che uscirà quando metto le dita in un certo modo, specialmente se uso accordature non standard (cioé sempre). quindi cosa faccio? faccio un po’ di cose a caso finché non mi viene un “giro” che mi suona bene. ma questo si chiama cazzeggio. che differenza c’è dal cazzeggiare con le manopole del fruity? nessuna, e alla fine il tuo pezzo si basa su una combinazione di suoni che stanno bene piuttosto che su un “giro”, il che è molto più nobile e moderno. e soprattutto ti darà risultati più vari, e anche più belli. a meno che tu non parta sempre con un accordo di chitarra di settima minore mandato in avanti e poi a rovescio, perché allora sì ti vengono tutti uguali anche col fruity…

G: il nostro modo di comporre non è, credo, tanto dissimile e la componente di cazzeggio (che potremmo anche chiamare “caso”, o “gli alieni”,o “autismo”) non è assolutamente ostacolata dall’uso di programmi come il fruity loops…c’è un elemento di indeterminazione nell’atto creativo col fruity che non è inferiore per me a quello che accade nel comporre con altri strumenti. Anzi…dirò di più. Dal punto di vista compositivo io sono molto agevolato dal fatto di conoscere poco lo strumento che suono – ad esempio per comporre nuovi pezzi alla chitarra ora sono costretto a sperimentare col cacciavite e/o a cambiare accordatura per poter essere “sorpreso” dallo strumento che sto suonando. In altre parole, se so in partenza che mettendo le dita in un certo modo viene fuori quel determinato accordo, quel determinato suono, perdo la magia della sorpresa del suono nuovo, che è per me fondamentale per scrivere un pezzo nuovo. Il fruity loops conserva per me un indice di indeterminazione abbastanza grande per potermi consentire di scrivere molti pezzi nuovi. Probabilmente per la maggior parte delle persone il momento compositivo è del tutto opposto al mio, perché immagino che la gente componga i pezzi secondo le proprie conoscenze musicali. Io invece cerco di andare contro anche le poche conoscenze musicali che ho! E questo si chiama autismo. Ti riconosci nell’autismo e in tutto ciò che comporta?

Q: sì, la conoscenza di uno strumento è inversamente proporzionale alla capacità di comporre musica partendo dallo strumento stesso, la buona conoscenza dello stesso è invece indispensabile per realizzare compiutamente ciò che prima si è composto. un software che ogni anno o due avanza di versione permette di comporre continuamente con le funzioni implementate nella nuova versione, ed eseguirle con le funzioni vecchie che già si conoscono bene. questa è la perfezione dinamica del fruity loops, perché il fruity loops ha capito che non può esserci perfezione statica, ma solo un miglioramento continuo, che fa un balzo in avanti non appena riesci a sfiorarne l’essenza ultima.

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One Response to Dialogo sui rapporti tra Fruity Loops 4 e l’Autismo

  1. […] articolo ispirato da questa conversazione originariamente apparso su una qualche webzine nazionale, di cui oggi non si trova […]

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