opinioni

Legge 9 ottobre 1967, n. 962

1. Atti diretti a commettere genocidio.
Chiunque , al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare lesioni personali gravi a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da 10 a 18 anni.
Chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare la morte o lesioni personali gravissime a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da 24 a 30 anni. La stessa pena si applica a chi, allo stesso fine, sottopone persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da determinare la distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso.

[come vedi, si tratta di “atti diretti a”: siamo nell’ambito del tentativo e non del reato “consumato”]

3. Cirostanza aggravante.
Se da alcuno dei fatti preveduti negli articoli precedenti, deriva la MORTE di UNA O PIU’ persone, si applica la pena dell’ERGASTOLO.

8. Pubblica istigazione e apologia.
Chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 [atti diretti a commettere genocidio, deportazione a fine digenocidio, atti diretti a commettere genocidio mediante limitazione delle nascite, atti diretti a commettere genocidio mediante sottrazione di minori …], è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente.

Allora, vediamo se indovino. Più o meno la domanda che devi aver posto al paziente G potrebbe essere la seguente: ma se io vengo sgamato a pensare, solo pensare, mettiamo fantasie, ecco, metodi strani per sterminare diciamo uno o due gruppi etnici che ritengo infestino pericolosamente la placca terrestre, cosa potrebbe accadermi dal punto di vista legale? Nulla, visto che sono solo desideri, fantasticherie, semplici elucubrazioni espressione della libertà di pensiero costituzionalmente garantita o che? G è stato pertinente e competente nella sua risposta, ma qui vengo toccata sul vivo dei miei più vivi interessi e ti dirò di più. Intanto l’ergastolo te lo beccheresti per un “semplice” omicidio e qui, tu, giustamente, potresti rispondermi ma allora posso davvero sterminare mettiamo, gli zingari, che tanto massimo massimo mi becco il carcere a vita come se, inutilmente, ne ammazzassi uno solo! E no, ed è qui che G incorre in un’inesattezza (non esigibile…) quando afferma che la condanna per genocidio te la beccheresti nel caso che dall’istigazione derivi anche solo la morte di uno o più persone. Per aversi genocidio occorre innanzitutto il progetto predefinito di cancellare un determinato gruppo etnico e soprattutto che dagli atti diretti ad attuare il detto progettuccio sia derivata la morte di un numero consistente e non inequivocabile di persone. A questo punto tu che sei un ragazzo sveglio mi diresti: o bella, ma alla fine che ‘zo me ne frega, se voglio sterminare una razza poi mi becco la stessa pena che mi avrebbero inflitto ammazzando una sola persona e quindi siamo al punto di partenza e poi mica rimango in Italia dove esiste una legge che punisce il reato di genocidio, o bella, non sono mica scemo, non sono. E invece no, perché intanto le cose sono un po’ cambiate dal lontano 1962 quando l’Italia, fresca di ingresso nell’ONU doveva rigare dritto e recepire tutte le convenzioni a tutela dei diritti umani esistenti. Oggi il reato di genocidio è uno dei pochi crimini internazionali punibili ovunque il colpevole si trovi, cioè in ogni più sperduto punto della crosta terrestre perché ogni giudice sarà competente a giudicarlo, anche un magistrato dello Zambia, anche uno delle isole Fijii e pure uno delle Svalbard (ti ho sgamato, lo so che è lì che ti nasconderesti…). E poi, ora c’è la Corte penale internazionale che può processare un criminale internazionale, anche se lì ci sono già più problemi che non ti sto ad enumerare che è già tanto se sei arrivato a questo punto della mail… Un’ultima cosa c’è però da precisare ed è che possono essere condannati per genocidio, ovviamente, come ti ho succintamente spiegato quando di genocidio si possa parlare, anche coloro che per qualche motivo siano stati i sovraordinati del criminale, tipo anche il datore di lavoro, e non abbiano fatto nulla per prevenire o fermare la mano del reo. E a ragione perché, e qui smazzata moralista diresti tu, come lontano nei secoli cantava il buon vecchio Tucidide “il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce”.

no, la domanda che avevo posto a G era che mi pareva di aver letto che se ammazzo un negro mi danno l’ergastolo, ma se adotto una linea difensiva del tipo “stavo cercando di iniziare un genocidio”, siccome non ce la faccio ad ammazzarli tutti mi becco solo tentato genocidio. allora G mi ha detto che gli sembrava strano, che se un negro muore io mi prendo lo stesso l’ergastolo e infatti mi ha risposto su questo punto, e comunque devo provare che c’era un piano ben definito per il genocidio, non basta dirlo. insomma ci vorrebbe un certificato di partecipazione a un genocidio, con la matricola, magari, che se becco un giudice tipo bibliotecario di giurisprudenza senza la matricola addio genocidio. l’altra cosa che dici è una ovvietà, perché se la pena più grave è l’ergastolo è ovvio che sarebbe uguale uccidere un uomo o uccidere un milione di uomini, il problema era se un tentato genocidio, dal quale derivino più morti, sia punito con pene inferiori all’ergastolo, ma così non è e l’argomento sarebbe chiuso se non fosse che resta il fatto che se io sterilizzo tutte le donne zingare e nessuna muore durante l’operazione mi becco 30 anni al massimo, se lo faccio ora sono fuori a 55 anni se non a 50… l’istigazione al genocidio invece è tipicamente italiana, in teoria possono dare 12 anni a un ultrà spezzino che scrive su un muro “carraresi tutti appesi” o, per apologia, “ebrei nei forni”. e questo non va. istigazione e apologia sono scuse per la censura più bieca (e ci riallacciamo…), vedi caso topolin edizioni, facevano fumetti violenti e si sono beccati istigazione al suicidio. allora io faccio un disco particolarmente triste e mi becco istigazione al suicidio? tentata strage??? infatti ai tempi degli onq-gruppo usavamo gasarci delle canzoni più tristi dicendo “bella bella, qui ci danno tentata strage”.

ma niente paura: c’è chi ci sta già pensando, dannati giudei.

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