sfogo

18 settembre 2003

davano l’esorcista su italia 1, titanic su canale 5, miss italia su rai1. il programma più spinto era miss italia. da settimane andavano avanti con questa storia del ritorno dell’esorcista, che dicevano che è il film più horror mai girato, che guai a tutti, che era un evento. pubblicità come se stessero dando per la prima volta un film da 15 oscar. ecco appunto, come la prima volta che hanno dato titanic. ora: io l’esorcista in prima serata l’avrò visto dare almeno 4 volte, di cui la prima nei profondi anni 80. gli anni 80 in italia si distinguevano per il controllo totale del governo su tutto, e per una censura spietata senza nessun riguardo verso l’integrità di un’opera. però davano senza troppi cazzi l’esorcista in prima serata, che era sì censurato, ma non come questo, cazzo. io l’esorcista l’ho rivisto al cinema tipo l’anno scorso, che c’era la versione con le scene in più, e quindi me lo ricordo bene e posso dire che stasera hanno tolto: – tutte le scene minimamente violente – tutte le scene minimamente offensive per la religione – tutte le scene in cui un peronaggio dice parole come “scopare”, “merda”, “vaffanculo”. insomma l’esorcista così conciato è diventato un drammone appunto tipo titanic. forse perché l’hanno dato in prima serata, direte voi… eccovi la prima serata: hanno allungato il programma prima fino alle 21:30, poi hanno messo uno speciale “lucignolo” dove la voce pulp diceva quanto il film fosse spaventoso, e continuava a ripetere (almeno 10 volte) di mandare i bimbi a letto. l’ha detto 10 volte, non scherzo: “avete mandato a letto i bambini? siete pronti per la paura?”. insomma il film è iniziato alle 22, e si noti che le scene più violente avrebbero dovuto essere verso la fine, cioé verso mezzanotte, cioé ben lontano dalla fascia protetta, o no? alla stessa ora le tv locali mandano i film porno. io non mi incazzo perché l’ho guardato apposta per vedere fino a che punto questa gente riesce a non vergognarsi. perché in questi giorni ho letto anche questo interessantissimo articolo: http://www.apogeonline.com/webzine/2003/09/03/01/200309030101 che mi fa rabbrividire e mi fa pensare ma come cazzo siamo conciati? e dove siamo, negli anni 50? anzi negli anni 50 in america??? ma come sta la gente? ho pensieri contrastanti riguardo alla censura e ai rifacimenti. cioé, se si tratta di cartoni animati della disney non ci sono artisti che possono reclamare: sono cartoni della disney fatti per essere venduti, la disney ha i diritti, è roba loro, e se vogliono venderli ancora devono attualizzarli al corrente senso comune, perché in america ora c’è tutta questa pappardellona del politically correct della salvaguardia dei bambini dell’amore per gli animali e di guai a tutti a chi mostra un mondo anche minimamente non-idilliaco ai bambini. poi se sei maggiorenne e hai i soldi puoi comprarti la tv porno via cavo e i fucili, insomma c’è quello che vuoi se lo paghi. per dire, negli usa in teoria sarebbe anche vietato fare pompini perché c’è il reato di sodomia, ma li fanno lo stesso. negli anni 50 facevano i telefilm con le famiglie bianche felici che parlavano di cose personali perché sfiorare argomenti politici o sociali non si poteva, e c’era la storia dei comunisti e tutto il resto. comunque il tutto si risolve in cose che si possono fare in privato ma non in pubblico, il che è la base in una società fondata dai padri pellegrini che erano dei calvinisti così integralisti che in europa non li volevano, e va bene così. in italia dovrebbe essere più o meno lo stesso, qui avevamo le liste di parole da non dire alla televisione che ora non ci sono più, ma abbiamo ancora il visto censura obbligatorio su tutte le videocassette con riguardo particolare a quelle d’autore, perché non mi risulta che un film di van damme con 60 omicidi sia mai stato tagliato di un mezzo secondo, perché propina valori giusti come l’individualismo, ma se c’è uno sgozzamento fuori contesto in un film di fellini quello viene tagliato. ma fino a qui mi va bene perché uno stato ha il diritto di censurare le cose che possono offendere la morale, la quale esiste eccome, perché se avessero dato l’esorcista intero in prima serata ci sarebbero state polemiche sui giornali e cose del genere, che negli anni 80 nessuno si sarebbe sognato di fare perché avevamo da pensare ad altro. ma non si capisce bene, allora, perché girarci intorno. cioé perché stuzzichi la gente che stanno per vedere una roba raccapricciante e poi non gliela fai vedere, cioé perché c’è il tipo pulp che ti edulcora le cose pulp, così anche le cose pulp diventano accettabili. cioé se prima c’era la semplice censura che non ti faceva vedere le cose era un discorso, uno sapeva che alla televisione ci sono le puttanette che ballano e se voleva sangue e morte e blasfemia se la pagava a parte e se la faceva in privato. così la gente si divideva in brava gente che guarda la televisione e cattiva gente che guarda le videocassette noleggiate, e questo è ok, ma ora questi cercano di fare una cosa molto più furba che consiste nell’incasellare nella televisione anche i soggetti devianti che si servivano in videoteca. ora fanno programmi diversificati per gente perbene che guarda le ballerine e poi fanno i programmi che concedono un pochino ai necrofili, in modo che anche questi rientrino nel gioco. è un meccanismo perverso, lo capite bene, perché se a uno gli imponi che non deve vedere scene violente questo non le vede, ma se gliele fai assaggiare il necrofilo vuole di più. insomma se il necrofilo vuole vedere un crocifisso nella figa si guarda l’esorcista, e se la televisione riesce a fargli credere che non c’è nessun crocifisso nella figa e che quello che hai visto è il massimo del raccapriccio allora va bene (e contano su questo), ma non fanno i conti col fatto che il necrofilo sa già che ci dovrebbe essere un crocifisso nella figa, perché se lo ricorda dagli anni 80, e se non glielo fai vedere il necrofilo potrebbe sfogarsi infilando un crocifisso nella prima figa che gli capita a tiro, non so se mi spiego…

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opinioni

18 settembre 2003

Legge 9 ottobre 1967, n. 962

1. Atti diretti a commettere genocidio.
Chiunque , al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare lesioni personali gravi a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da 10 a 18 anni.
Chiunque, al fine di distruggere in tutto o in parte un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso come tale, commette atti diretti a cagionare la morte o lesioni personali gravissime a persone appartenenti al gruppo, è punito con la reclusione da 24 a 30 anni. La stessa pena si applica a chi, allo stesso fine, sottopone persone appartenenti al gruppo a condizioni di vita tali da determinare la distruzione fisica, totale o parziale, del gruppo stesso.

[come vedi, si tratta di “atti diretti a”: siamo nell’ambito del tentativo e non del reato “consumato”]

3. Cirostanza aggravante.
Se da alcuno dei fatti preveduti negli articoli precedenti, deriva la MORTE di UNA O PIU’ persone, si applica la pena dell’ERGASTOLO.

8. Pubblica istigazione e apologia.
Chiunque pubblicamente istiga a commettere alcuno dei delitti preveduti negli articoli da 1 a 5 [atti diretti a commettere genocidio, deportazione a fine digenocidio, atti diretti a commettere genocidio mediante limitazione delle nascite, atti diretti a commettere genocidio mediante sottrazione di minori …], è punito, per il solo fatto della istigazione, con la reclusione da 3 a 12 anni. La stessa pena si applica a chiunque pubblicamente fa l’apologia di alcuno dei delitti preveduti nel comma precedente.

Allora, vediamo se indovino. Più o meno la domanda che devi aver posto al paziente G potrebbe essere la seguente: ma se io vengo sgamato a pensare, solo pensare, mettiamo fantasie, ecco, metodi strani per sterminare diciamo uno o due gruppi etnici che ritengo infestino pericolosamente la placca terrestre, cosa potrebbe accadermi dal punto di vista legale? Nulla, visto che sono solo desideri, fantasticherie, semplici elucubrazioni espressione della libertà di pensiero costituzionalmente garantita o che? G è stato pertinente e competente nella sua risposta, ma qui vengo toccata sul vivo dei miei più vivi interessi e ti dirò di più. Intanto l’ergastolo te lo beccheresti per un “semplice” omicidio e qui, tu, giustamente, potresti rispondermi ma allora posso davvero sterminare mettiamo, gli zingari, che tanto massimo massimo mi becco il carcere a vita come se, inutilmente, ne ammazzassi uno solo! E no, ed è qui che G incorre in un’inesattezza (non esigibile…) quando afferma che la condanna per genocidio te la beccheresti nel caso che dall’istigazione derivi anche solo la morte di uno o più persone. Per aversi genocidio occorre innanzitutto il progetto predefinito di cancellare un determinato gruppo etnico e soprattutto che dagli atti diretti ad attuare il detto progettuccio sia derivata la morte di un numero consistente e non inequivocabile di persone. A questo punto tu che sei un ragazzo sveglio mi diresti: o bella, ma alla fine che ‘zo me ne frega, se voglio sterminare una razza poi mi becco la stessa pena che mi avrebbero inflitto ammazzando una sola persona e quindi siamo al punto di partenza e poi mica rimango in Italia dove esiste una legge che punisce il reato di genocidio, o bella, non sono mica scemo, non sono. E invece no, perché intanto le cose sono un po’ cambiate dal lontano 1962 quando l’Italia, fresca di ingresso nell’ONU doveva rigare dritto e recepire tutte le convenzioni a tutela dei diritti umani esistenti. Oggi il reato di genocidio è uno dei pochi crimini internazionali punibili ovunque il colpevole si trovi, cioè in ogni più sperduto punto della crosta terrestre perché ogni giudice sarà competente a giudicarlo, anche un magistrato dello Zambia, anche uno delle isole Fijii e pure uno delle Svalbard (ti ho sgamato, lo so che è lì che ti nasconderesti…). E poi, ora c’è la Corte penale internazionale che può processare un criminale internazionale, anche se lì ci sono già più problemi che non ti sto ad enumerare che è già tanto se sei arrivato a questo punto della mail… Un’ultima cosa c’è però da precisare ed è che possono essere condannati per genocidio, ovviamente, come ti ho succintamente spiegato quando di genocidio si possa parlare, anche coloro che per qualche motivo siano stati i sovraordinati del criminale, tipo anche il datore di lavoro, e non abbiano fatto nulla per prevenire o fermare la mano del reo. E a ragione perché, e qui smazzata moralista diresti tu, come lontano nei secoli cantava il buon vecchio Tucidide “il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce”.

no, la domanda che avevo posto a G era che mi pareva di aver letto che se ammazzo un negro mi danno l’ergastolo, ma se adotto una linea difensiva del tipo “stavo cercando di iniziare un genocidio”, siccome non ce la faccio ad ammazzarli tutti mi becco solo tentato genocidio. allora G mi ha detto che gli sembrava strano, che se un negro muore io mi prendo lo stesso l’ergastolo e infatti mi ha risposto su questo punto, e comunque devo provare che c’era un piano ben definito per il genocidio, non basta dirlo. insomma ci vorrebbe un certificato di partecipazione a un genocidio, con la matricola, magari, che se becco un giudice tipo bibliotecario di giurisprudenza senza la matricola addio genocidio. l’altra cosa che dici è una ovvietà, perché se la pena più grave è l’ergastolo è ovvio che sarebbe uguale uccidere un uomo o uccidere un milione di uomini, il problema era se un tentato genocidio, dal quale derivino più morti, sia punito con pene inferiori all’ergastolo, ma così non è e l’argomento sarebbe chiuso se non fosse che resta il fatto che se io sterilizzo tutte le donne zingare e nessuna muore durante l’operazione mi becco 30 anni al massimo, se lo faccio ora sono fuori a 55 anni se non a 50… l’istigazione al genocidio invece è tipicamente italiana, in teoria possono dare 12 anni a un ultrà spezzino che scrive su un muro “carraresi tutti appesi” o, per apologia, “ebrei nei forni”. e questo non va. istigazione e apologia sono scuse per la censura più bieca (e ci riallacciamo…), vedi caso topolin edizioni, facevano fumetti violenti e si sono beccati istigazione al suicidio. allora io faccio un disco particolarmente triste e mi becco istigazione al suicidio? tentata strage??? infatti ai tempi degli onq-gruppo usavamo gasarci delle canzoni più tristi dicendo “bella bella, qui ci danno tentata strage”.

ma niente paura: c’è chi ci sta già pensando, dannati giudei.