indagini sociali

29 luglio 2003

CHI GLIELO HA FATTO FARE?

Berlusconi mi piace perche’ e’ uno che vuol fare il politico ma non c’entra nulla con la politica. Lui e’ uno che ragiona da imprenditore e pensa all’Italia come ad una grande azienda da amministrare cercando il buon assetto di bilancio. Gli danno tutti addosso perche’ e’ una voce fuori da coro nel contesto politico attuale, costituito interamente da politicanti professionisti tutti protesi a perpetuare il loro stato di potere alla faccia del popolo. Berlusconi ce la metterà tutta per fare gli interessi di tutti, dagli imprenditori agli operai, passando per professionisti e commercianti. E sa perche’ ho tanta fiducia in questo fatto? Perche’ lui sicuramente viveva piu’ tranquillo da imprenditore che da politico. Aveva tutto: potere, soldi e stima di tutti. Oggi, da politico, ha potere, soldi, la disistima di molta gente e tante, forse troppe, gatte da pelare. Ma chi glielo ha fatto fare? C’e’ una sola risposta: la vocazione nel fare qualcosa di grande per gli altri. E poi come imprenditore non sarebbe mai passato alla storia, come politico potrebbe farcela. Io comunque ho la massima fiduca in lui.

I CINQUE DENARI DIVENNERO DIECI

La mia opinione su Berlusconi? E’ semplicemente un grande. Perche’ la differenza tra lui e l’allegra brigata degli imprenditori vicini alla sinistra, a parita’ di appoggi politici e spinte ottenute ai tempi d’oro (con di sicuro qualche bella mazzetta pagata), e’ che lui gli aiuti li ha trasformati in posti di lavoro ed aziende in attivo, mentre gli altri hanno prodotto tante belle casse integrazioni e tanti bei fallimenti. Morale: lui i cinque denari li ha fatti diventare dieci, gli altri i cinque denari li hanno sperperati e persi (fatto salvo il proprio tornaconto personale, quello non si tocca!). Alla fine lui e’ bersagliato dalla magistratura e gli altri se la godono indisturbati. Mica male vero?

L’AMICO BETTINO

Caro Silvio, una delle cose che mi piacciono di te è che non hai mai rinnegato amicizia e stima per per iI tuo amico Craxi. Non deve essere stato facile, soprattutto in piena tangentopoli, quando tutti i lecchini del garofano si sono dileguati e riciclati nelle file dell’ulivo, smentendo ogni contatto con il loro ex messia. Quegli stessi servi-lecchini oggi li ritroviamo protagonisti nella fazione che ti combatte e ti danno addosso continuamente. Che coraggio! Tu, invece, sfidando l’impopolarità in momenti in cui la popolarità ti serviva per acquisire consenso pubblico e politico, hai fatto prevalere la sincerità di una amicia vera che è esistita al di là dei rapporti di opportunismo che ti hanno legato a Bettino. Mi ha colpito questa tua vena umana. Dai, tieni duro e non mollare, vedrai che alla fine trionferai. L’unica cosa che mi dispiace è ora che sei al potere non hai la cattiveria per vendicarti di quelli lì. Sei troppo buono e signore per farlo. Se fossi al tuo posto, saprei io come sistemarli…

MITO E SOGNO

Silvio è il mio mito. Probabilmente mi sta regalando solo un sogno, però di questi tempi è dura perfino sognare, quindi ben vengano le illusioni. Io sogno un’Italia nella quale poter vivere tranquillamente grazie ad un posto di lavoro decente che mi permetta di vivere decorosamente in un immobile di mia proprietà. Inoltre, mi piacerebbe pagare meno tasse e potermi togliere qualche sfizio con i quattrini risparmiati. Per finire, vorrei sentirmi sicuro a casa e fuori casa. Mi piacerebbe poter passeggiare in libertà a qualsiasi ora del giorno e della notte senza temere che mi aggrediscano. Sono solo queste le possibilità che chiedo allo stato Italia. Mentre le scrivevo mi rendevo conto che le cose a cui aspiro sono la base di partenza garantita per molti cittadini che vivono nelle maggior parte delle moderne democrazie occidentali. Qui è un sogno. Il chè la dice lunga sulla situazione che in molti stiamo sopportando in questo paese. Silvio ci ha promesso che ci traghetterà fuori da questo pantano per regalarci quelle possibilità di vita migliore a cui qualsiasi essere umano dovrebbe avere accesso. Io gli credo. Non ho nessun elemento in mano per potermi fidare ciecamente di lui, ma l’istinto mi dice che Silvio crede veramente in quello che dice e promette e farà di tutto per portare a compimento il suo progetto. Il progetto di una Italia migliore che dai sogni passa ai fatti. Forza Italia, forza Silvio!!!

PIU’ LO ATTACCANO PIU’ SI RAFFORZA

Berlusconi mi sta proprio simpatico perchè più cercano di fotterlo più lui si rafforza. La trafila è lunga dai tempi del cavaliere nero ad oggi. E’ successo di tutto: avvisi di garanzia di ogni tipo, ribaltini e ribaltoni, leggi bavaglio, mass media antagonisti (salvo eccezioni a bassissima audience). Poi arrivano gli appuntamenti elettorali e lui stravince alla faccia di chi gli vuol male. Ma chi gli vuol male non si perde d’animo e attacca con maggiore disprezzo e maggiore violenza. E Berlusconi, a suon di risultati elettorali, li umilia nuovamente. Il bello è che praticamente gli avversari attuano una sorta di suicidio politico tutte le volte che entrano in competizione con lui. Non si sono ancora resi conto che il popolo ama coloro che prendono le botte ingiustamente. Investono miliardi in abili strateghi e consiglieri, spesso stranieri, per migliorare l’immagine e la comunicazione per meglio affrontarlo nel suo territorio e ogni volta son legnate. Forse perchè non riescono a mascherare fino in fondo l’incazzatura e la cattiveria che si portano dentro o forse perchè le panzane che raccontatno sono talmente assurde che non ci crede più nessuno. Alla fine il simpatico Berlusconi vince senza neanche fare tanta fatica. Ci pensano i suoi avversari a fare una cazzata dietro l’altra.

ONESTO E SINCERO

Credo che Berlusconi sia fondamentalmente un uomo onesto e sincero. Quando parla dice cose che hanno un senso. Il suo programma di governo è chiaro, dettagliato e coerente con schemi ed idee che hanno già funzionato altrove. Non sta inventando nulla di nuovo, cerca solo di applicare una ricetta di governo e di sviluppo del paese che finora, causa il ventennio prima e il cinquanttennio dopo, nessuna amministrazione è mai riuscita a sostenere. Questa teoria dell’uomo forte, accentratore e padrone, condita dallo spauracchio della destra al potere, non mi sembra verosimile. Berlusconi, sebbene abbia scelto qualche compagno di avventura poco affidabile e discutibile, è un uomo che ci vuol provare senza particolari doppi fini. Certo, anch’egli sarà indubbiamente attirato dalla gloria e dal potere che la massima poltrona regala a chi governa questo paese, del resto la sua smisurata ambizione non l’ha mai nascosta. Ed è proprio questo suo non nascondere che mi tranquillizza. Secondo me, Berlusconi è esattamente come lo vediamo: ricco sfondato, ambizioso, entusiasta, un po’ spaccone, milanese modello so tutto io/faccio tutto io, a volte astuto a volte ingenuo, a volte duro a volte tenero, gran comunicatore perchè simpatico e diretto, un po’ illuso e sognatore. I suoi pregi e difetti sono lì, tutti da vedere nella massima trasparenza. In questi anni la vita pubblica e privata di Berlusconi è passato al setaccio della magistraura e dei media in modo così pesante che oggi possiamo dire di sapere tutto di lui. Degli altri politici si parla poco, si sa poco, qualche volta non si sa nulla. Questo è un altro punto a favore di Berlusconi.

INTELLIGENTE, SIMPATICO E… SEXY

Se lo incrontrassi di persona, potrei innamorarmi di lui. Lo trovo un uomo simpatico, intelligente, dotato di classe e senso dell’humor. Mi piace soprattutto fisicamente, io lo trovo bello. Una bellezza semplice ma raffinata, una bellezza che non noti al primo impatto ma che impari ad apprezzare un poco alla volta, di giorno in giorno, in un crescendo continuo e costante. Scommetto che a letto riesce ad essere energico e tenero al tempo stesso. Si, lo trovo anche sexy. Probabilmente non lo incontrerò mai di persona e lui non saprà mai che io esisto. Io gli sto indirizzando tanta energia positiva perché gli voglio proprio bene.

UN POPOLO DI SERIE B

Girando il mondo mi sono proprio reso conto che i cittadini del mondo occidentale ci considerano un popolo di serie B. Simpatici e furbacchioni fin che vuoi ma comunque gente incapace di mostrare orgoglio nazionale, leadership e palle. Americani, inglesi, francesi, tedeschi, ecc. ci credono dei provincialotti paraculi che viaggiano sempre a rimorchio. E questo è un dato di fatto indiscutibile e chiunque sia entrato a contatto con la cultura e le idee generali di quelle popolazioni può confermarlo. Siccome nella maggioranza dei casi, noi italiani non siamo certamente più imbecilli dei sopraccitati popoli e caso mai rispetto a loro eccelliamo in molti settori, io mi chiedo: questo luogo comune internazionale non si sarà per caso formato grazie alla classe politica che ci ha rappresentato negli ultimi cinquanta anni? In effetti, Craxi a parte, siamo sempre stati governati da personaggi molli, privi di statura ed autorità internazionale, poco durevoli, servi supini delle maggiori potenze e perfino bruttarelli. Ma ben venga Berlusconi. Ma ben venga un governo che rilanci l’Italia in tutti i settori, incluso quello dell’immagine. Ma ben venga un’Italia che mostri veramente il proprio vero volto, che non è certo quello del parassitismo fin qui visto nei nostri rappresentanti. Viva l’Italia, viva Berlusconi.

IL NUOVO MOSE’

Il Berlusca mi piace perchè è un personaggio che dalla vita ha avuto tutto ma non si è mai accontentato e ha sempre cercato di andare oltre. Penso sia nella natura dei grandi uomini porsi continuamente traguardi impossibili da raggiungere, per poi godere una volta raggiunto l’obiettivo. Godimento che dura solo un attimo perché subito scatta l’inquietudine e la voglia di affrontare la sfida successiva. I grandi uomini vivono di queste emozioni e la loro è vita vera, vissuta fino in fondo, nel bene e nel male. Il prossimo obiettivo del Berlusca è chiaro. Vuole entrare nella storia. Vuole entrarci come un nuovo Mosè che accompagnerà l’Italia nella terra promessa che tutti gli italiani hanno sempre cercato e mai ottenuto. Una terra fatta di vera democrazia, giustizia, sicurezza e soprattutto tanta, tanta, tantissima LIBERTA’.

L’UOMO DEL FARE

Silvio Berlusconi, a differenza di tutti gli altri politici fetentoni, scrocconi e non-lavoratori, si è sempre tirato un culo così per realizzare, anzi costruire, qualcosa di buono per se stesso e per molti lavoratori. Ha creato aziende e conseguentemente migliaia di posti di lavoro. Ha guadagnato e ha fatto guadagnare. Io non capisco come facciano certi individui a sputargli addosso o sputare nel piatto in cui hanno mangiato fino a ieri o addirittura fino ad oggi. Ma la vogliamo capire che è a gente come Berlusconi, abituata a FARE, che bisogna dare fiducia, piuttosto che a gentaglia abituata solo a DIRE? Ma poi, stiamo attenti, ma cosa dicono questi qui? Delle gran BALLE! Ecco cosa dicono! Cosa vuole che le dica, io quando vedo le facce dei leader di centro-sinistra sto male. Ma li avete visti in faccia? Hanno o no una gran faccia da pirla tutti quanti? Eppure c’e’ gente che li vota… Tornando a Berlusconi, io sto con lui, io sto con chi si è girato la manica e per tutta la vita ha prodotto e costruito.

IL TENERONE

La mia opinione su Berlusconi è positivissima. Principalmente perchè è un tenerone. Poi perchè è un inguaribile innamorato, romantico e sognatore. Lui ama l’Italia e ha un debole per noi donne e lo dico in senso positivo. E’ un gran corteggiatore e lo fa con classe, signorilità e molta simpatia. E’ l’uomo che tutte vorremmo avere al nostro fianco. Peccato che sia così occupato con la politica. Immagino che, causa gli obblighi e gli impegni imposti dalla sua posizione, non possa godere appieno della propria vita sentimentale e questo è brutto perchè sicuramente un uomo come lui soffre nel vivere questo stato di cose. Berlusconi è un uomo che ha bisogno di amare e di essere amato. E’ questo il segreto del suo successo. E’ questa la molla che lo spinge sempre avanti nonostante le difficoltà e le battute d’arresto. Berlusconi è un uomo di passione e per questa ragione è destinato a godere tanto e soffrire tanto.

TI VOGLIO BENE

Berlusconi ti voglio bene. Io di politica, economia, finanza, giochi di potere e scenari internazionali ci capisco poco o nulla. Tu, però, con il tuo modo semplice e diretto di comunicare, con la tua buona volontà nel proporre nuove idee per risolvere i problemi del nostro paese, con il tuo solito mezzo sorrisetto sornione e la tua lacrimuccia, mi hai conquistata. Magari un giorno mi deluderai perchè scoprirò che sei come tutti gli altri, magari peggio degli altri, ma in questo momento sento dentro di me un sincero sentimento di affetto e fiducia nei tuoi confronti. Non mi deludere, faccio il tifo per te e credo in te. Una piccola e insignificante vita che tu non conosci e non conoscerai mai ti vuole un sacco di bene. Un bacio.

IL SANTO MARTIRE

Caro Silvio, certo che ne hai prese di pugnalate alle spalle. Amici, compagni di viaggio, colleghi di partito, tuoi ex ministri, tuoi ex alleati, giornalisti e conduttori stipendiati da te, tutti ti hanno tradito. E questi sono gli “amici”. Poi ci sono i “nemici”, gli avversari politici e alcuni magistrati, ma almeno questi i cazzottoni te li tirano direttamente in faccia e tutto sommato fanno la loro parte. Io ti ammiro perchè hai la pazienza di “digerire” tutta questa gente. Ma come fai? Sotto questo punto di vista sei un santo martire. Ma forse è proprio questo contrasto evidente tra te, vittima sacrificale, e gli altri, carnefici incalliti, a decretare il tuo consenso popolare. Comunque, se sei un tipo che sopporta cristianamente e porge l’altra guancia, complimenti per la resistenza. Se sei un tipo che cavalca l’effetto consenso, dato dal ruolo di vittima bersaglio dei cattivi, complimenti per la strategia. In tutti i casi, mi pare che tu stia vincendo.

COSI’ FACEVAN TUTTI

Credo che Berlusconi sia da considerarsi il cosiddetto meno peggio. Indubbiamente, ai tempi d’oro della Milano da bere, anche Berlusconi avrà fatto tutto quello che hanno fatto tutti gli altri grandi e piccoli imprenditori per sopravvivere e lavorare. Il sistema politico di allora (chissà se oggi le cose sono davvero cambiate) imponeva certe regole non scritte ma tacitamente accettate da tutti e quindi o ci si atteneva allo schema e si lavorava oppure si chiudeva. Tutti facevano così e tutti lo sappiamo bene. Guarda caso, tra tutti, certi imprenditori finiscono alla gogna con l’accusa di essere dei mazzettari, vedi Berlusconi, mentre altri non vengono neanche sfiorati dall’idea di un minimo sospetto nei loro confronti. E’ esistita un’Italia degli anni 80 fatta da imprenditori cattivi che lavoravano mazzettando ed imprenditori buoni che lavoravano senza mazzettare? Mah… Comunque, al di là degli eventuali errori compiuti dall’uomo Berlusconi, che invece di fare l’eroe ha probabilmente accettato le regole del gioco di allora, i fatti messi in piedi dall’imprenditore Berlusconi rimangono e sono sotto gli occhi di tutti. Il suo impero economico ha munto poco e dato molto allo Stato. Possiamo dire la stessa cosa degli altri potentati economici? Gli altri pagano sempre tutte le tasse dovute e, soprattutto, non chiedono mai aiuti e sovvenzioni allo Stato? E non dimentichiamoci che lo Stato siamo noi.

MEDIASET NON SI TOCCA

Ho un suggerimento per Berlusconi: deve fregarsene di tutte le pressioni che riceve dall’opposizione per spingerlo a vendere Mediaset. Un uomo che ha lavorato tutta una vita per costruire qualcosa di valido non deve e non puo’ disfarsi di tutto solo per far contenti gli avversari invidiosi e astiosi. Tanto non cambierebbe nulla. Berlusconi pensa davvero che a Mediaset venduta (o svenduta) tutti i “cattivi” all’improvviso si trasformeranno in agnellini buoni e docili? Perche’ non cominciano a vendersele loro le ville, le proprieta’ occulte e quant’altro? E soprattutto, mentre di Berlusconi sappiamo tutto circa i beni che possiede, perche’ i lor signori non ci raccontano quali proprieta’ possiedono e come se le sono acquistate e guadagnate? Troppo comodo sparare sempre a zero sul solito noto e farsi i porci comodi alla facciazza di noi cittadini. No, non ci siamo, Berlusconi non deve assolutamente mollare Mediaset nelle mani del nemico. Noi cittadini non vogliamo che questo accada ed inoltre pensiamo che proprio perche’ lui è Presidente del Consiglio e quindi ha sempre i riflettori puntati contro, non può certo approfittarsi della situazione mischiando interessi politici ed interessi privati. Non gli converrebbe e lui non e’ cosi’ stupido.

CONTRO I MULINI A VENTO

Sono proprio curiosa di vedere dove andrà a parare Berlusconi. A parte il fatto che mi piace perchè è affascinante, simpatico, piacevole, superattivo e ricco, mi sembra che in ambito politico si ritrovi a giocare un ruolo alquanto donquisciottesco. Voglio dire, come può un solo uomo, per quanto potente, influente e carismatico possa essere, cambiare un intero sistema, radicato da cinquanta anni, togliendo di mano il giocattolo che fa fruttare soldi e privilegi all’oligarchia dominante? Mi sembra pura utopia. Chi detiene il potere attualmente ha lavorato decenni per infiltrare in modo capillare i propri uomini ovunque ci fosse la necessità di controllare un pezzo dello Stato. E non è finita qui: siamo sicuri che tutti gli elementi che formano il Polo, cioè la forza di cui Berlusconi si avvale per governare, siano fidati e perfettamente in linea con i principi e i sogni di una Italia diversa espressi dal Cavaliere? Io me lo auguro ma mi sembra alquanto strano vedere gente ragionare in un certo modo fino alla comparsa politica di Berlusconi per poi cambiare idee, principi e valori fotocopiandoli a quelli del proprio nuovo leader. Boh, staremo a vedere. Una volta nei film ci facevano vedere che i buoni, dopo tormentate vicende, comunque vincevano sempre. Nei film degli ultimi anni ha preso piede il filone del cattivo bello e vincente. La realtà ci sta ammazzando anche la fabbrica dei sogni. La speranza invece rimane, in fondo tutti in cuor nostro continuiamo a sperare che un giorno Don Quisciotte possa vincere sui mulini a vento.

L’ULTIMA SPERA NZA

Caro Silvio Berlusconi tu sei la nostra ultima speranza. Questa è diventata proprio un’Italia schifosa. L’economia va male, le tasse sono a livelli insopportabili, non c’è sicurezza, non c’è giustizia, gli immigrati clandestini ci hanno ormai invaso, la politica fa schifo, l’informazione è manipolata e tutto il mondo ci prende in giro. Siamo arrivati al punto di non avere più alternative. O tu o la merda. Non ci deludere. Combatti fino in fondo. Se sarai onesto e fedele al bene del tuo popolo, noi ti sosterremo fino in fondo. Non mollare, non ci mollare e noi non ti molleremo. Berlusconi aiutaci, siamo esasperati, non si può più andare avanti così. Ridacci ciò che ci appartiene: l’orgoglio di un popolo dignitoso e la volontà di andare avanti e migliorare come esseri umani e come nazione.

I PROLETARI STANNO CON LUI

Vorrei esprimere l’idea che mi son fatto sul rapporto tra Berlusconi e i cosiddetti “Italiani poveri”, cioè quelli dello stipendio fisso con il quale devono far campare se stessi e, spesso, anche la propria famiglia. Orbene, ho sempre più la netta impressione che lo stereotipo che vuole la classe borghese votare Berlusconi e la classe proletaria votare le sinistre non regga più. Penso che questo concetto sia diventato una balla mediatica, decisamente lontana da una realtà delle cose che in questi ultimi anni ha subito notevoli mutamenti. Parlando con tutte le persone che conosco e confrontandomi spesso sull’argomento della politica, mi sono reso conto che la base popolare e proletaria sta in buona parte proprio con Berlusconi. Controsenso? Non so, certo è che le sinistre, negli anni di governo, a parte le balle sparate a mezzo tv e stampa, hanno prodotto risultati poco vantaggiosi per il popolo dello stipendio basso e fisso. Tasse alte, disoccupazione, benzina alle stelle, immigrati clandestini in circolazione, ecc., ecc., non penalizzano proprio la classe mediobassa? Eppure questi sono stati i risultati della sinistra.

HEIDER

Heider-Berlusconi. Vi ricordate quando un po’ di tempo fa l’ulivo tentò una campagna diffamatoria anti-polo cercando di far passare nell’opnione pubblica il parallelo tra lo “xenofobo” di destra Heider e Berlusconi? Obiettivo (neanche troppo velato): far riapparire lo spauracchio dell’uomo forte, il fascismo, l’anti semitismo e via dicendo. A parte le parole, sprecate in copiosa quantità sull’argomento, mi pare che nei FATTI succeda quanto segue: il governatore della piccola Carinzia, Heider, non si è finora macchiato di uno, dicasi uno, fatto concreto di violenza nei confronti di altri esseri umani, mentre, chi lo contesta in Italia, ha scatenato manifestazioni di bestie (non riesco a chiamarli diversamente) impazzite ed inferocite che, caricando continuamente le forze dell’ordine, hanno distrutto tutto ciò che incontravano mentre passavano. Ovviamente, alla fine, nessuna di queste bestie finisce mai in galera ed il conto della lista danni viene inviato allo Stato, cioè a noi. Ma stiamo scherzando? Qui dobbiamo fermarci tutti un attimo a riflettere. Primo. Nazisti e fascisti saranno coloro che fanno violenza a danno degli altri. Secondo. Nazisti e fascisti saranno coloro che vietano libertà di parola ed espressione di idee. Terzo. Nazisti e fascisti saranno coloro che travisano la verità dei fatti spacciandola per altro da sè, trasformandola in propaganda a proprio favore. Quindi: nazisti e fascisti saranno le forze politiche autrici dei FATTI e delle violenze sopraddescritte. Heider, del resto, quando si è permesso di criticare la nostra mollezza nel gestire il problema degli immigrati clandestini, ha solo detto una sacrosanta verità. O facciamo tutti finta di non saperlo? Ma perfino gli elettori di sinistra lo sanno bene! Concludendo, nei fatti, il parallelo tra il movimento di Heider ed il Polo di Berlusconi è risultato essere decisamente pretestuoso, mentre si evidenzia sempre più che chi accusava Heider di avere idee fondate sul razzismo e sulla intolleranza, già pratica in pieno razzismo ed intolleranza. Un bel quadretto, non c’è che dire!

PIACI PERCHE’ LI HAI TUTTI CONTRO

Caro Berlusconi, ti accusano di tutto. Di manipolare i mass media, di essere piduista, di essere mafioso, di essere monopolista, di essere troppo ricco, di essere fascista, di essere amico di Craxi (pace all’anima sua), di essere narciso, di avere il pallino fisso dei comunisti, di essere basso e pelato, di piangere a comando (gli albanesi), di farti tradire da tutti, di essere circondato da avvoltoi, di essere uno che non ci capisce niente di politica, di avere avuto più mogli, di essere il presidente del Milan, di essere milanese (o giù di lì), di usare la calza durante le registrate tv, di usare sempre il “mi consenta”, di raccontare le barzellette sbagliate. Queste sono solo le prime cose che mi vengono in mente e la lista potrebbe andare avanti ancora. Ebbene, per tutte queste ragioni, tu mi piaci e mi convinci. Ritengo che chi abbia il potere di attirare su di sé tutto questo bombardamento di accuse, frecciate velenose e maldicenze, sia sicuramente un uomo di grande valore. I tuoi oppositori non avrebbero ragione di scagliarsi con tanta violenza contro di te, se tu non li spaventassi un po’ dal punto di vista dei danni che il loro radicato sistema di potere potrebbe ricavarne dalla tua azione di governo. Tu rappresenti una minaccia vera, diversa da tutte quelle viste finora e loro sono terrorizzati da te. Scusa, ho sbagliato, loro sono terrorizzati soprattutto da ciò che tu rappresenti, più che dalla tua persona. Combattere contro una persona è facile, combattere contro un mito è difficile, qualche volta impossibile.

LA NUOVA SPERANZA

Caro Dovigi, lei mi invita a nozze. Mi chiede cosa penso del capo della mia religione? Non posso che pensare bene. Io credo nella religione della libertà dei popoli e degli uomini e credo nel rispetto tra popoli e popoli e tra uomini e uomini. Chi è l’unica persona presente oggi in Italia capace di indirizzarci verso i valori in cui credo? Silvio Berlusconi, non c’è dubbio. E non solo per quello che dice continuamente, ma soprattutto per quello che ha fatto nel corso della sua vita. Una vita coerente con i valori in cui crede, che persegue, che cerca di rendere realtà in questo paese. Non so come andrà a finire la sua avventura in politica, questo ce lo dirà la storia. Una cosa però mi è chiara fin da adesso: Berlusconi mi ha regalato la speranza di vedere questa terra, la mia terra, questa gente, la mia gente, crescere e prosperare come merita. Il potere oligarchico e provinciale che limita e frena da decenni l’evoluzione di un grande popolo come il nostro, ricco di storia, tradizione, cultura, genio e vitalità, ha i giorni contati. O almeno questo è quello che molti sperano grazie a Berlusconi. La speranza appunto.

I VERI PADRONI DEI MEDIA

Alla faccia della democrazia! Dunque, ricapitoliamo. Ulivo e partitini satelliti vari, da sempre, dicono che Berlusconi è il grande padre padrone di tutte le tv, nelle quali farebbe il bello ed il cattivo tempo, condizionando a suo piacere tutta l’opinione pubblica. Contromosse: referendum contro le tv di Berlusconi (perso clamorosamente), legge sulla par condicio, abolizione degli spot elettorali, abolizione di tutto ciò che abbia qualche collegamento con il Cavaliere Nero. Bene. Adesso guardiamo la realtà. La RAI è in mano all’Ulivo, a parte l’isolato Minum che ha sempre fatto un tg superpartes, l’unico che abbiamo in Italia. Mediaset, a livello di informazione e intrattenimento ha i suoi campioni in Mentana e Costanzo (e pochi anni fa c’era pure Santoro…) che, potrei scommetterci le cose più care, non è certo gente che vota per il proprio datore di lavoro, anzi. Fede e Studio Aperto? E chi li guarda. L’audience dei loro telegiornali sommati non raggiunge la metà di quanto raccoglie il TG5 di Mentana. Sgarbi? Fatto fuori. Troppo bravo e troppo costoso (ogni giorno una querela persa in partenza contro lui e Mediaset). Diciamo che sostanzialmente Mediaset è più ulivista che berlusconiana. E che dire dei giornali? Ci sono solo due giornali che hanno tirature degne di nota in Italia: il Corriere della Sera e la Repubblica. Il primo tende leggermente a sinistra, ma almeno ogni tanto fa lo sforzo di sembrare abbastanza bilanciato nelle opinioni che esprime, il secondo è platealmente schierato contro Berlusconi. Davvero una gran bella democrazia. Complimenti!

LA VERA STORIA DEL RIBALTONE

Parliamo un po’ del ribaltone di Bossi avvenuto nel 94 e capirà cosa penso di Berlusconi. Ricordiamo in breve i fatti. Berlusconi, a sorpresa, vince le elezioni politiche dopo essersi candidato ed inventato un nuovo partito giusto tre mesi prima e dopo soli sette mesi… colpo di scena! Il governo cade per il passaggio della Lega all’opposizione e chi doveva andare al potere, secondo uno schema prefigurato, può finalmente seguire il copione. Tutto facile, quasi un gioco da ragazzi. Ma perchè Bossi si comportò in quel modo? Chi è così folle da autoaffossarsi con le proprie mani, passando inevitabilmente da traditore, andando incontro all’ovvio crollo dei consensi? Evidentemente Bossi è stato spinto da qualcuno a fare una pazzia simile. Forse quello stesso qualcuno, che in precedenza gli ha consentito una rapida ascesa partendo dal nulla, gli ha chiesto di restituirgli il favore. Non so chi ci sia dietro a questi disegni e queste trame, forse una superpotenza straniera, chissà. So con certezza qual’è il risultato di queste manovre: un’Italia più debole e divisa. Di conseguenza, anche un’Europa più debole e divisa. Se l’obiettivo di chi realmente ha il potere di decidere gli scenari politici del nostro paese è tenerci a freno, cioè tenerci un passo indietro rispetto alle nostre potenzialità, a gente come Berlusconi non può essere permesso di governare a lungo.

LACRIME SINCERE

Quando, vedendo il telegiornale, ho visto Berlusconi piangere per i clandestini albanesi morti in mare a seguito dello speronamento del loro mezzo, ho capito che le sue erano lacrime sincere e mi sono commossa due volte, una per i poveri morti, l’altra per lui. Poi ci sono rimasta male per tutte le speculazioni che ne sono seguite. Praticamente tutti gli hanno dato addosso parlando di lacrime di coccodrillo e messa in scena. Francamente non capisco perchè nessuno gli abbia creduto. A me sembra normale pensare che alcuni esseri umani possano avere reazioni emotive di un certo tipo di fronte a fatti forti come quello che era successo. Perchè tutti hanno escluso che Berlusconi fosse sincero? Perchè non concedergli almeno il beneficio del dubbio?

VITTIMA DI UN COMPLOTTO

Penso che Berlusconi sia innocente. Non so quanti processi stia subendo in questo momento e non so quanti ne subirà in futuro, ma credo che a questo punto sia quasi impossibile non rendersi conto dell’anomalo ed insistente accanimento giudiziario che si è scatenato contro di lui da quando, guarda caso, è “sceso in campo”. Sarà pure una coincidenza, però prima del 94 nessuno lo inquisiva e oggi tutti lo inquisiscono. Eppure è sempre lui, il Silvione Berlusconi nazionale. Come mai in versione re delle tivvù che serviva il potere dominante andava bene e invece come capo di una coalizione politica non va più bene? O meglio, come mai in versione “politico” desta tutto questo interesse alla magistratura? Mi fanno un po’ ridere quei giudici che si adirano e sparano querele a raffica (che vincono regolarmente) contro chi mette in dubbio la loro imparzialità nei confronti del Berlusca. Come si fa a non sospettare di fronte a fatti come le centinaia di perquisizioni ordinate in pochi anni contro la Fininvest e i famosi avvisi di garanzia ad orologeria? Di fronte a questi fatti palesi non può che scattare l’effetto boomerang, cioè, a questo punto che Berlusconi sia innocente o colpevole fa poca differenza perchè questo atteggiamento sospetto ed esagerato dei giudici fa credere alla maggior parte dell’opinione pubblica che Berlusconi sia vittima di un attacco giudiziario forzato. Se l’attacco fosse stato un po’ più soft, diciamo più ordinario, nella norma, qualche dubbio sull’effettiva colpevolezza di Berlusconi sarebbe sorto nella gente. Invece così, che sia vero o no, crediamo tutti che sia innocente, io per primo.

AMANO I LORO CARNEFICI

Non capisco perchè Silvio Berlusconi non risulti appetibile come lido politico presso cui approdare o rifugiarsi per certi ex-democristiani, bastonati a sangue da mani pulite, dalla morte del loro ex partito e quant’altro. Non capisco perchè questi personaggi paradossalmente gravitino nell’area politica, un tempo nemica storica, di coloro che di fatto hanno contribuito ad affossarli. Per esempio, prendiamo il caso Andreotti. Quest’uomo, che ha fatto la storia d’Italia per 50 anni (e qualche merito dovrà pur avercelo), è stato umiliato ed estromesso dalla politica che conta, quasi cancellato con disonore dalla storia, grazie a dei processi scaturiti da accuse tipo omicidio, mafia e via dicendo. Processi che sono durati anni e che finora hanno dato un unico esito: Andreotti è innocente! Ciò nonostante, il senatore a vita Andreotti con chi si è aggregato negli ultimi sette anni a livello politico? Con chi ha fottuto il suo ex partito, con il nemico storico, praticamente con i suoi, a detta di molti, presunti carnefici. Perchè non con Berlusconi, l’anticomunista per eccellenza, anch’egli bersaglio preferito della magistratura, quindi compagno di sventura? Strano. Credo che nella politica italiana ci siano logiche difficili da comprendere, soprattutto per chi segue la politica tramite il telecomando. Questo è uno di quei fenomeni difficili da decifrare.

FORZA CLERO!

Oh! Finalmente il clero si è accorto che esiste Berlusconi e forse, rispetto a chi ha appoggiato finora, non è proprio da buttare. Sono un cattolico praticante e vado a messa tutte le domeniche. In chiesa ho sempre visto far politica, soprattutto in periodo di elezioni. Le omelie dei preti con messaggio più o meno velato, più o meno subliminale, circa l’indirizzo di voto sono sempre state un classico accettate da tutti. In fondo, il clero ha sempre spinto legittimamente verso un voto di preferenza per la democrazia cristiana, il partito più vicino ai valori, ai riferimenti, alla metodica di vita cristiana. In aggiunta, i preti hanno sempre sparato a zero contro i comunisti. Nel 1996, ho visto accadere l’incredibile. Per ben due volte, durante due differenti omelie, in due differenti chiese, ho sentito i rispettivi preti spiegare perchè fosse inopportuno votare per Berlusconi. La cosa è avvenuta in modo diretto, senza filtri, sottintesi o metafore. Vinse l’Ulivo, la coalizione con dentro una maggioranza formata da comunisti e da ex comunisti che avevano furbescamente cambiato il nome ma non gli uomini. Oggi, dopo aver visto i frutti di cinque anni di governo comunista, il clero e i preti non parlano più male di Berlusconi. Comunione e Liberazione lo acclama come il nuovo re all’annuale convegno di Rimini. In tematiche come l’aborto, le manipolazioni genetiche, l’eutanasia e la droga, il clero si fa rappresentare a livello politico proprio da Berlusconi! Proprio una bella inversione di tendenza. Non a caso le ultime elezioni sono state vinte proprio da Berlusconi.

UN GRANDE PROGRAMMA

Penso che Berlusconi, insieme ai suoi alleati, ai suoi consiglieri e collaboratori, abbia messo in piedi un ottimo programma per governare questo paese. La ricetta composta da meno tasse per tutti, incentivi e facilitazioni alle imprese, immigrazione controllata e regolata, più sicurezza, libera scelta sul regime sanitario, libera scelta sul regime scolastico, nuove grandi opere pubbliche e tagli agli sprechi pubblici, dovrebbe, nel suo insieme, risanare e far ripartire l’economia della nostra povera Italia. Penso che Berlusconi, grazie a questo programma che attuerà nei cinque anni di governo, possa perfino andare oltre all’auspicabile risanamento del paese. Credo, infatti, che Berlusconi possa ridare a tutti un sentimento ormai dimenticato: la fiducia. La fiducia nel fatto che le cose possano andare bene.

LA NUOVA DC

Berlusconi ha un merito indiscutibile su tutti. Hanno fatto fuori la DC e lui l’ha rifondata cambiandole nome. Più o meno 30% prima, più o meno 30% adesso. Esattamente lo stesso consenso per il grande partito di centro che ha cambiato nome, pelle e leader. Del resto, non si può avere la pretesa di eliminare una storia fondata su valori, tradizioni e cultura in due e due quattro. I principi sui quali si fondava il credo politico della DC erano e rimangono sani, validi ed indiscutibili. Hanno sbagliato gli uomini, che hanno tradito quel credo e quei valori. Perchè allora non eliminare (nel senso far uscire dalla scena politica) gli uomini DC piuttosto che far morire il partito? Invece, di riffa o di raffa, tutti, salvo eccezioni, si sono rimpiazzati in qualche modo, chi di qui, chi di là e il partito si è suddiviso in cespuglietti che non contano più nulla. Robetta da 1-2% sempre litigiosi e tendenti al khomeinismo piuttosto che al ribaltonismo. Che triste fine per il grande partito del centro di un paese che ha sempre avuto una maggioranza dell’opinione pubblica con la vocazione del centro. Un uomo, Silvio Berlusconi, ha rimediato in tempi brevi a questo sfacelo. Grazie a lui, oggi la DC esiste ancora, con gli stessi principi, gli stessi valori, lo stesso credo (rivisto e corretto per adattarsi ai tempi). La nuova DC si chiama Forza Italia. Lunga vita al centro, lunga vita ai moderati, lunga vita a Berlusconi.

L’AFFIDABILE BOSSI

Berlusconi a fatto bene a ricucire i rapporti con Bossi e la Lega. Probabilmente i due ancora non si amano pero’ e’ indubbio che questa alleanza convenga a tutti. A Berlusconi conviene per blindare completamente il consenso nel nord, invece a Bossi conviene perche’ in un sistema maggioritario se si corre da soli non si va da nessuna parte. Inoltre, la Lega doveva farsi perdonare, da un certo elettorato che un tempo la votava, il tradimento del ribaltone del 94. Da allora, cominciò a perdere sempre più voti e negli ultimi tempi era diventato un partito per pochi intimi e nostalgici, quelli che vanno a Pontida con i campanacci e i copricapo vichinghi. Roba da folklore, non certo da partito di massa. Adesso finalmente tutti hanno capito e speriamo che la leadership di Berlusconi riesca a cementare un rapporto che, prima di tutto, e’ un’alleanza naturale tra gli elettori che si trovano a condividere le stesse idee in temi come il federalismo, lo sviluppo d’impresa, la riduzione delle tasse, scuola privata e lotta all’immigrazione clandestina. Ovviamente la sinistra cerca di ostacolare questa alleanza tramite argomenti quali l’inaffidabilità di Bossi, la presunta xenofobia della Lega ed il richiamo ad altri movimenti politici razzisti in Europa. Stanno cioe’ gia’ mettendo i piedi avanti per accusare la destra italiana di essere una destra nazista. Se l’asse Berlusconi-Bossi terra’ anche di fronte a questi scontati attacchi demagogici, il governo Berlusconi campera’ per tutti i cinque anni della legislatura, con buona pace degli oppositori.

GRAZIE BUSH

A occhio e croce mi pare che Berlusconi abbia ricevuto proprio una gran bella botta di culo pochi mesi prima delle elezioni politiche del 2001. La botta di culo è consistita nel fatto che Bush abbia vinto le presidenziali negli USA. Si ricorda il periodo del pontificato Reagan e Bush padre? Guarda caso in Europa comandavano la Tatcher in Inghilterra, i democristiani in Italia, i democristiani in Germania e il centrodestra in Francia, tutti belli allineati con il padrone americano. Poi e’ arrivata l’era di Clinton, cioe’ delle sinistre, e guarda caso in Europa abbiamo avuto tutti governi di sinistra. Adesso sono tornate le destre al potere in America e, guarda un po’ che caso, è ricominciato a soffiare un bel fresco venticello di centrodestra pure in Europa. Non rimane che augurarci che i prossimi presidenti americani siano ancora repubblicani.

SEI ANTIPATICO MA TI VOTO

Di Berlusconi alcune cose mi piacciono, altre no. A prescindere dal fatto che io sono una elettrice di centro-destra e quindi lo voterei comunque d’ufficio, di lui mi piacciono le sue idee e i suoi programmi politici, mi piace il suo entusiasmo, la sua buona fede, la sua tenacia nell’opporsi ai vergognosi attacchi nemici, mi piace il suo modo di comunicare alla gente e infine mi piace perche’ e’ soprattutto un uomo di fatti e non di sole chiacchiere. Invece non mi piace quando, con tono un po’ da bauscia e da cummenda, fa l’elenco delle grandi e belle cose che ha concluso nella vita. A me la gente che si autoglorifica e si autoincensa dà un po’ fastidio. L’ostentazione, un po’ forzata, dei propri meriti non e’ cosa da grandi uomini. I grandi uomini, per essere tali, devono mantenere quel bricciolo di umilta’ che consenta loro di essere giudicati dagli altri, i quali, se i meriti ci sono, sapranno riconoscerli e sottolinearli a prescindere dalle mistificazioni e dagli attacchi nemici. Probabilmente Berlusconi talvolta eccede un po’ perche’ malato di sindrome da primo della classe. Intendiamoci, non e’ una brutta malattia, e’ solo un po’…come dire… fastidiosa!

P.S. – Messaggio personale per Berlusconi, qualora questa mia venisse pubblicata: Silvio, anche se certe volte con il tuo atteggiamento mi stai sulle balle, riconosco nei tuoi difetti buona fede e trasparenza (se fossi troppo perfetto puzzeresti di falso) e ti voto lo stesso!

FORZA MILAN!

A me della politica non e’ mai fregato niente e l’unica fede che ho nella vita e’ la squadra del Milan. Berlusconi e’ un grandissimo presidente. Lui ha raccolto il Milan dalla merda e nel giro di pochi mesi l’ha trasformato nello squadrone piu’ forte del mondo. Questa non e’ solo una questione di soldi ma e’ una questione di saper fare bene le cose. Anche Moratti e molti altri presidenti spendono un sacco di soldi, eppure l’Inter ogni anno fallisce e lo scudetto lo vede sempre cucito sulle nostre maglie o su quelle della Juve. Se Berlusconi lasciasse il Milan sarebbe una tragedia per noi tutti fedeli tifosi. Il Milan tornerebbe da dove e’ venuto, cioe’ dalla merda. Io non so se Berlusconi sia anche un buon politico, anche perche’ sono uno di quelli che non va a votare, nel senso che io nella politica non ci credo proprio, mi sembra tutta una presa per il culo. Io faccio l’operaio e sono capitato per caso sul suo sito mentre cercavo notizie su Berlusconi come presidente del Milan, pero’ credo che se Berlusconi si occupasse meno di politica avrebbe piu’ tempo per occuparsi del Milan e forse riusciremmo a vincere ancora un bel po’ di coppe campioni, alla facciazza degli interisti e di tutti gli altri. Forza Milan e forza Berlusconi!

ATTRAZIONE SENSUALE

Berlusconi mi attira sessualmente, secondo me e’ uno che fa l’amore in modo meraviglioso. Lo capisco da molte cose: dalla faccia con quel mezzo sorriso sornione e gattone, da quell’occhiolino un po’ languido e libidinoso, dalla voce suadente e morbida (specie quando parla con le belle donne), dal gesticolio delle mani e dal movimento del corpo. Nel suo insieme, Berlusconi e’ un messaggio erotico vivente e circolante. Difficile resistergli. Eppure non e’ bello. Voglio dire, tutte vediamo che non e’ molto alto, che e’ senza capelli e che ha gli occhi troppo piccoli. Da certe foto estive si intravede anche un filo di pancetta… eppure si vede che l’attrattiva erotico-sessuale si compone di altri elementi, perche’ qui il fattore bellezza passa proprio in secondo piano e nel caso di Berlusconi non riesco proprio a considerarlo. E’ come se la sua immagine e il suo modo di comunicare mi trasmettessero un segnale che, insinuandosi in me e agendo a livello subliminale, mi porta a sentirmi naturalmente trasportata a livello sensuale nei suoi confronti. Non c’e’ una logica in tutto questo, anzi e’ tutto molto illogico considerando che ho solo 32 anni e sono felicemente fidanzata con un bel ragazzo di 36. Ma che ci posso fare? Io sono sicura che, per assurdo, se un giorno dovessi incontrarlo e lui mi chiedesse di fare l’amore con lui… accetterei di tradire il mio ragazzo su due piedi, anche se solo per una volta. E’ un qualcosa piu’ forte di me, piu’ forte della mia volonta’…

SI AGLI SPOT IN TV

Bella l’idea di Berlusconi, o chi per esso, di aggirare il divieto degli spot elettorali tappezzando tutta Italia con manifesti indicanti il suo programma scandito punto su punto tramite slogan brevi, semplici e incisivi. Non capisco perche’ l’ulivo abbia fatto una scelta di questo tipo, in fondo faceva comodo anche a loro promuovere le proprie idee e i propri programmi politici e il mezzo migliore per farlo e’ proprio la televisione visto che puo’ raggiungere la maggior parte degli italiani piu’ facilmente rispetto ad altri media. Posso capire che Berlusconi abbia il vantaggio di essere piu’ bravo dei concorrenti nel lanciare i messaggi in televisione e questo fatto dia fastidio, ma in questo caso bastava studiarsi un po’ la materia o arruolare qualche professionista delle comunicazioni, possibile che di queste cose ci capiscano solo quelli di destra? Oppure posso capire che chi possieda tre canali televisivi nazionali sia ritenuto avvantaggiato nel trasmettere propri spot elettorali, ma anche in questo caso c’era una soluzione ovvia, bastava regolamentare per legge spazi, tempi e modalita’ di utilizzo degli spot e cosi’ tutti partivano alla pari. Francamente non riesco davvero a spiegarmi questo divieto degli spot, mi sembra un atto totalmente stupido e antidemocratico. La gente come poteva essere informata sui programmi dei due schieramenti? Leggendo i giornali? In Italia ci sono circa 60 milioni di abitanti e il giornale piu’ venduto vende circa 600mila copie al giorno. Rapporto uno a cento. Dovevano informarci i militanti di partito? Roba d’altri tempi, oggi quelli non li ascolta piu’ nessuno. Insomma non se ne esce e il risultato finale e’ stato quello di andare a votare senza sapere per chi e per cosa. Questa soluzione e’ ottima per chi non ha idee e programmi validi da proporre, oppure per chi ritiene che in Italia, in barba alla Costituzione, il popolo non debba essere sovrano. A questo punto ben vengano soluzioni alternative come i cari vecchi manifesti.

RE MIDA

Una cosa che mi ha sempre incuriosito di Berlusconi e’ il suo potere di tramutare in oro tutto cio’ che tocca, proprio come re Mida. Mi riferisco agli uomini e ai partiti che gravitano attorno alla sua persona. Finche’ stanno con lui, moltiplicano le proprie fortune, quando gli voltano le spalle, precipitano clamorosamente. Faccio degli esempi. Fini prima del 94 – Fini dopo il 94, Bossi prima e dopo il ribaltone, Buttiglione con le sinistre – Buttiglione con il Polo, Fini con Segni – Fini di nuovo con Berlusconi, i Radicali in area Polo – i Radicali fuori dal Polo, il caso Mastella e per chiudere il ritorno di Bossi. In tutti questi casi si puo’ notare un dato statistico inequivocabile: chi si allontana da Berlusconi perde consenso, chi si avvicina a Berlusconi guadagna consenso. Il tutto si realizza puntualmente quasi fosse una legge matematica. Interessante tutto cio’ non crede?

ORGASMI ELETTORALI

Io sono un cittadino che ha un grande debito nei confronti di Berlusconi e non so come sdebitarmi. Lui e’ l’unico politico italiano che sia riuscito a farmi godere. E sto parlando di goduta orgasmica. Come ci e’ riuscito? Semplice. Ogni volta che vince le elezioni contro i comunisti, io mi piazzo davanti al televisore per seguire tutti i risultati degli exit pool, le proiezioni, i primi risultati del Viminale e le consuete interviste ai protagonisti politici. Quando vedo i volti e ascolto le prime farfuglianti parole dei trombati io godo a livelli indescrivibili. Neanche un orgasmo vissuto con una bella donna e’ mai riuscito a farmi godere tanto. Tra l’altro, tutta questa banda di comunistoidi e cespugliame annesso ha la faccia tosta di presentarsi sempre in modo arrogante e indisponente, al punto di trovare il coraggio di parlare sempre di vittoria anche di fronte alle batoste evidenti. Eppure li vedi che a denti stretti soffrono come delle bestie, pennellati sulle orecchie dal solito Berlusconi. Ah, che goduria! Sto aspettando con ansia che arrivino le prossime elezioni, che per me equivarranno ad una finale dei mondiali di calcio. Gia’ mi pregusto il momento. Domenica sera, ore 21.55, televisore accesso, telecomando caldo per lo zapping, comoda e soffice poltrona… pronto per l’orgasmone 24 ore non stop! Mi sembra gia’ di vederli tutti in fila, tutti belli attapirati: lo sfidante diretto, i dirigenti dell’ulivo, i giornalisti di regime, i conduttori faziosi, gli intellettualoni, gli intellettualini, gli schierati del mondo dello spettacolo. Che bella visione. Poi immaginero’ la faccia di un ex presidente della repubblica e la faccia di certi magistrati e l’orgasmo si trasformera’ in orgasmone multiplo-continuo. Alla fine di tutto, un grosso cruccio mi assalira’. Mi sentiro’ talmente in debito con Berlusconi per il grande momento di felicita’ che ha saputo regalarmi che mi sentiro’ un po’ frustrato nel non poter ricambiare in modo adeguato. Io da semplice cittadino non posso che dargli il mio voto, pero’ mi sembra pochino e soprattutto non comparabile con cio’ che avro’ avuto in cambio.

I MEDIA STANNO A SINISTRA

Sta girando una balla colossale e nessuno, nonostante l’evidenza, riesce a trovare il modo di smentirla. La balla e’ la seguente: Berlusconi controlla sei televisioni, e’ il re dei mass media, in virtu’ di questo e’ sempre in televisione, quindi ha il potere di condizionare le masse stupide degli italiani e vince le elezioni perche’ quei poveretti dei suoi oppositori non hanno tutto questo ben di dio a disposizione. A questo punto qualcuno deve spiegarmi perche’ quando io vedo i programmi televisivi mi imbatto sempre in telegiornali e telegiornalisti pro-sinistra (Mediaset compresa), programmi culturali e di attualita’ pro-sinistra, programmi talk show pro-sinistra, decine e decine di interviste dedicate ai politici di sinistra. E mi limito a parlare della televisione perche’ penso e spero che sulla questione “da che parte stanno i maggiori giornali italiani” tutti abbiano le idee chiare. Ordunque, sono io sfortunata, visto che mi sintonizzo sempre su programmi di sinistra, o la cosa e’ puramente fortuita? Certo e’ che questa casualità sta vincendo su ogni legge matematica legata alla statistica e ai calcoli probabilistici. Negli ultimi due mesi mi sono imbattuta una sola volta in una intervista a Berlusconi e il giorno dopo ho assistito ad una specie di rivoluzione nazionale con polemiche che sono durate per intere settimane. Ma abbiamo capito o no chi controlla davvero la tv italiana?

FU UN COLPO DI STATO

Nel 1994 votai per il Polo e, nonostante desiderassi votare per Forza Italia, fui costretto a votare per un candidato leghista, uomo scelto dalla coalizione, cioè dalle segreterie di partito, per il mio collegio. Votai Polo e come me un paio di milioni di elettori votarono Polo per mezzo dei vari candidati leghisti posti d’ufficio a rappresentare il Polo nei vari collegi del nord. Dopo pochi mesi accadde il famoso rovesciamento di fronte. I parlamentari leghisti passarono all’opposizione e subito dopo crearono una maggioranza con le forze di sinistra. Il mio voto e quello di due milioni di italiani fu tradito e utilizzato per far governare i comunisti! Questo io lo chiamo colpo di stato. Quando in un paese democratico si permette che un voto appena espresso venga utilizzato per far governare la coalizione in opposizione rispetto a quella espressa dal voto si compie un golpe nei confronti della sovranita’ del popolo italiano. Io in quell’occasione mi sentii profondamente offeso e derubato dei miei diritti di cittadino italiano. Eppure qualcuno permise che tutto cio’ accadesse. Sarebbe stato ovvio, giusto e democratico sciogliere subito le Camere e tornare subito al voto. Cio’ non accadde. Tradendo la volonta’ popolare, si autorizzo’ la formazione di un nuovo governo, questa volta di sinistra, che governo’ per ben due anni. Due anni di governo non autorizzato, due anni di presa in giro, due anni necessari alle forze di sinistra per recuperare lo svantaggio a suon di mistificazioni, avvisi di garanzia e strumentalizzazioni varie. Qualcuno permise che accadesse tutto cio’ e questo qualcuno la sta passando liscia. Penso che gli autori di questo golpe, peraltro taciuto dai libri di storia, dovrebbero in qualche modo pagare per il loro misfatto. Gli italiani non meritano di essere presi in giro in questo modo da chi li governa, tantomeno da coloro che non hanno i numeri per governare. Penso che Berlusconi debba adoperarsi per far sì che le Istituzioni dello Stato possano ristabilire la verità storica di quegli anni e possano identificare e punire i responsabili di tali misfatti antidemocratici e golpisti.

PENA, AFFETTO E RABBIA

Cosa penso di Berlusconi. Bella domanda. I miei sentimenti nei suoi confronti sono un misto di pena, affetto e rabbia. Provo della gran pena nel vedere un uomo pieno di buona volontà, idee e spirito di iniziativa picchiare la testa contro il duro e invalicabile muro di coloro che detengono realmente il potere in Italia, quelli che occultamente dirigono questo Paese ma non amano questo Paese, quelli che amano solo se stessi e il loro ristretto gruppo. Provo affetto nei confronti di un uomo che, nonostante tutto, crede ancora nel suo sogno, inseguendo l’utopia di tutte le belle favole che vorrebbe vedere realizzate, sotto la sua guida, nella sua bella Italia. Oggi sognare è rimasto un lusso per pochi e Berlusconi, con fare fanciullesco, ancora ci riesce. Provo rabbia davanti alla ineluttabilità degli eventi. Provo rabbia di fronte al fatto che lui non ce la possa fare, perchè troppo debole di fronte ad un sistema che trita tutto e tutti, lui compreso. Provo rabbia per il fatto di non credere più nei sogni, perchè stufa di vederli infranti passando da una disillusione all’altra. Berlusconi ha uno strano potere su di me. Ha il potere di svegliare stimoli, ormai strasotterrati, che fanno da anticamera ad emozioni come le illusoni, le speranze, le aspettative, i sogni. Emozioni che non voglio più rivivere. Penso di avere già sofferto abbastanza nella mia vita. Basta così, grazie.

SILVIO NOSTRO

Preghierina a Silvio Berlusconi. Capo del Governo nostro che stai a Palazzo Chigi, sia pronunciato il tuo nome il più possibile, venga il tuo Governo e sia fatta la volontà del tuo programma, come in Italia, così in tutta Europa, dacci oggi il nostro lavoro quotidiano, facci pagare meno tasse e toglici di torno i clandestini, rimetti a noi tutti il debito pubblico, che siamo stufi di averlo sul gobbone, come noi rimettiamo i nostri debiti nei confronti del tuo Governo pagando la giusta aliquota di tasse, non ci indurre nella tentazione di divenire cittadini profittatori e disonesti, ma liberaci dai comunisti e da tutti i sinistrorsi. Amen.

QUANDO LA STORIA VIENE FALSATA

Dopo tutto il casino scoppiato per la vicenda dei libri di storia, mi sono preso la briga di verificare di persona il contenuto dei capitoli dedicati alla storia contemporanea sui testi più diffusi. E’ incredibile quello che ho trovato. Uno stravolgimento totale della realtà. Che coraggio! Passi per gli eventi che non abbiamo vissuto direttamente e sui quali non possiamo obiettare direttamente, ma che dire di certe traduzioni fantascientifiche della realtà che stiamo vivendo oggi? Per esempio, Berlusconi viene sempre fatto a fettine e presentato come un piduista corrotto, un monopolista, un indagato cronico. Mi chiedo con quale autorità si imponga ai nostri ragazzi di studiare il personaggio storico Berlusconi attraverso una lettura così faziosa e lontana dalla verità che la maggioranza degli italiani conoscono. Francamente, di fronte a certi fatti rimango sconcertato. Tra l’altro mi sorgono dei seri dubbi circa la veridicità di tutta la storia che ci hanno tramandato finora. Se vale sempre il principio che la storia viene scritta dai vincitori e da chi detiene il potere, è chiaro che ogni stagione storica avrà subìto le sue belle mistificazioni in sede di narrazione da consegnare ai posteri. In pratica, sui libri di storia stiamo leggendo delle gran balle, probabilmente già da qualche millennio. Fortunatamente il caso storico Berlusconi non si è ancora concluso e ci sarà il tempo di rimediare. Spero.

INVESTIRE BENE AIUTI E CAPITALI

Allora, Berlusconi è sempre stato accusato di avere fatto i soldi grazie all’aiuto dell’amico Craxi e dei socialisti che gli hanno permesso di arricchirsi come costruttore prima e come padrone delle televisioni private dopo. Poniamo il fatto che sia vero. Guardando i risultati maturati mi pare che non ci sia niente di male. Le città che Berlusconi costruttore ha edificato attorno a Milano, cioè Milano Due, Milano Tre e Tolcinasco sono lì tutte da vedere. Belle, funzionanti, piene di verde, impianti sportivi e sicurezza. Autentiche oasi di pace e tranquillità alle porte della caotica Milano. Le televisioni di Berlusconi, entrando in concorrenza con il monopolista pubblico, ha mosso le acque stagnati del mondo dell’etere, regalandoci una Rai più motivata, frizzante ed innovativa. Insomma, oggi abbiamo più canali a disposizione, più scelta, più prodotti e migliore qualità. In più, sempre grazie a Craxi e i socialisti, Berlusconi ha potuto assumere nelle proprie aziende migliaia e migliaia di lavoratori e, se non sbaglio, non ne ha mai mandato in cassa integrazione neanche uno. Adesso guardiamo un po’ dall’altra parte. Tutti sappiamo, perché è storia, che anche altri importanti imprenditori hanno, in un modo o nell’altro, goduto dei favori dei politici. Politici democristiani e politici di sinistra. Mi pare che i brillanti risultati ottenuti da questi imprenditori siano sotto gli occhi di tutti. Basta chiederlo alle decine di migliaia di cassaintegrati e licenziati che hanno avuto la disavventura di lavorare per le loro aziende. Tanto alla fine c’è sempre chi paga per gli errori degli imprenditori che non sanno intraprendere, nonché amici di certi partiti. E chi paga? Lo Stato naturalmente, che domande!

LO AMO PERCHE’ E’ COME PAPA’

Caro mio, è giusto Berlusconi il personaggio che, nel variegato e… folkloristico mondo politico, suscita al contempo amore ed odio tra chi segue l’evolversi di quella soap opera davvero incredibile che è la nostra politica, la politica ITALIANA (l’uso delle maiuscole e’ di rigore: non puo’ che essere carico di ironia il concetto di nazionalita’ oggi come oggi! Chi si sente piu’ di appartenere ad una terra, ad una etnia? “Mi consenta..”) . Berlusconi, dicevamo… personalmente lo amo. Lo amo perche’ quando lo sento parlare dei suoi programmi politici, delle soluzioni che adotterebbe per risolvere i problemi e di ordine sociale, e di ordine fiscale piuttosto che di quelli amministrativi, mi sembra di sentir parlare mio padre, uomo semplice ed equilibrato, che alla base di ogni ragionamento colloca sempre “la buona cognizione”, il mezzo, cioè, attraverso il quale si trova la soluzione piu’ razionale e di buon senso. Anche il Berlusca (non posso che citarlo confidenzialmente: e’ come papà!) ha questo pregio: nulla sembra irrisolvibile e ciò mi dà sicurezza. Papa’ Berlusca mi piace anche come uomo d’affari: quali altri “grandi “ personaggi italiani hanno fatto impresa in maniera cosi’ importante… senza chiedere allo stato, cioè a noi, alcun contributo economico (leggi “cassa integrazione”)? Si, non ho dubbi, posso proprio dire che il Berlusca mi piace.

UN PELATO D’ECCEZIONE

Lui è il pelato perfetto. A me i pelati sono sempre piaciuti, eccetto che per il colore. IO NON SOPPORTO IL COLORE ROSSO. E purtroppo i pelati, ahime, sono tutti rossi, salvo eccezioni. Appunto. Lui è l’eccezione che conferma la regola. Come tutti i pelati, è buono, è ricco di sostanza, si digerisce bene, fa bene alla salute, è utilizzabile per mille usi e ambiti e, ciliegina sulla torta, NON E’ ROSSO! Ho proprio trovato il mio pelatone ideale e adesso che l’ho trovato non lo mollerò più. Anzi, da buona consumatrice vorrei spendere due parole nei confronti di tutti gli altri consumatori indecisi e un po’ perplessi di fronte al possibile acquisto di un pelato azzurro. Fidatevi, non c’è problema, i pelati azzurri sono molto più saporiti e ricchi di proprietà rispetto a quelli rossi. Per finire non dimenticatevi della grande controindicazione dei pelati rossi: sono lassativi…

UN NUOVO TEAM

Non capisco perchè Berlusconi non faccia più attenzione a scegliere i candidati del Polo. I suoi uomini sono in maggioranza vecchi, già visti, bruttarelli e quando parlano non si capisce cosa dicono. Io come giovane forse di politica non ci capirò nulla, però credo che molti miei coetanei la pensino come me nel preferire politici giovani, brillanti, carini e che utilizzano un linguaggio alla portata di tutti. Insomma a noi piacerebbe vedere al potere gente come noi, che parla come noi, che vive come noi. Se le cose andassero bene, non ci dovrebbe essere questo distacco, questo baratro, tra noi e loro, loro di là e noi di quà. Come possono essere i nostri rappresentanti se sono così dissimili da noi? Io vorrei approfittare di questa opportunità per lanciare un appello e una idea a Berlusconi. Berlusconi, senta, perchè non stabiliamo nuove regole nel gioco della politica. Per esempio: durata limitata dell’incarico parlamentare (max 10 anni) e successiva ineleggibilità, riduzione degli stipendi e dei privilegi, limite massimo di età (max 70 anni). Sono sicuro che a questi condizioni farebbe il politico solo chi ha una sincera vocazione di donare il proprio tempo, per un limitato periodo di vita, al bene dell’Italia. Anche se sono un signor nessuno, può, per un attimo, riflettere su questa mia visione di come dovrebbe essere la politica? La ringrazio, ho molta fiducia in lei e spero che riesca ad ascoltare tante voci come la mia per convincersi del fatto che da lei ci aspettiamo dei gran bei cambiamenti. La prossima volta non porti in parlamento e al governo gente che è la fotocopia di quelli che se ne sono andati…altrimenti torniamo al gioco del cane che si morde la coda!

LUI HA CARISMA, GLI ALTRI NO

Un giorno ho incontrato Berlusconi. E’ successo solo una volta. Mi trovavo in piazza Duomo a Milano per seguire una serie di comizi di esponenti del Polo a favore del candidato sindaco Albertini. Al termine di un corteo avrebbero parlato lo stesso Albertini, Formigoni, Fini e gran finale con Berlusconi. Eravamo veramente in tanti. Secondo la prefettura governativa c’erano 50.000 persone, secondo gli organizzatori 300.000, secondo me (che in piazza ci stavo) 300.000. Rispetto al palco ero posizionato male perchè ero lontanissimo, ma all’improvviso mi sono trovato nella favorevolissima posizione di incrociare la testa del corteo che entrava nella già gremita piazza. Alla testa c’era proprio Berlusconi con alcuni del suo seguito. C’erano Tajani, la bellissima Prestigiacomo, l’ex giornalista rai che rivaleggiò con Badaloni per la presidenza della regione Lazio (non ricordo il nome) e altri dirigenti di Forza Italia. Il servizio d’ordine creava a forza un varco tra la folla, sempre più chiassiosa e festaiola. Berlusconi ogni tanto si avvicinava al pubblico e strigeva qualche mano quà e là. Casualmente strinse la mano pure a me. Vederlo da vicino e stringergli la mano non mi ha trasmesso quasi nulla. E’ un uomo come un altro, perfino un po’ mingherlino. La mano era molliccia. Quasi una delusione. Poi è salito sul palco e ha iniziato il suo discorso. Da quel momento è cambiato qualcosa. La gente era come impazzita, tutti lo osannavano come fosse il dio liberatore. C’era una strana energia nell’aria. Lui, rispetto all’insignificante mingherlino incontrato prima, sembrava un leone scatenato e più la gente lo applaudiva più lui si caricava. Ormai parlava a braccio, c’era un perfetto feeling tra lui e noi e questo gli permetteva di dire le frasi ad effetto che tutti ci aspettavamo che dicesse per infiammare ancora di più l’ambiente. C’era un clima di esaltazione generale e questo ci faceva star bene. In quel momento ho capito qual’è la vera grande forza di Berlusconi. Carisma. Lui ha carisma, gli altri politici no. Nessuno è in grado di riempire le piazze come lui e nessuno è in grado di produrre un tale entusiasmo. Quel giorno imparai una grande lezione. Imparai che un grande non puoi pesarlo tramite gli elementi esteriori, devi invece valutarlo dall’impatto che produce nell’incontro naturale con il pubblico, specie se una enorme massa di gente. Le reazioni della folla sono abbastanza imprevedibili ed ingovernabili, ma questo non succede con i grandi perchè essi sono gli unici capaci di domare l’indomito pubblico. In quel giorno di primavera del 1997, in piazza del Duomo a Milano, capii di trovarmi di fronte ad un grande.

BASTA CON IL CANONE RAI

Sono veramente incazzato. Io sono uno di quei tanti cittadini coglioni che pagano il canone Rai e votano per il Polo. Ogni volta che vedo le facce di presentatori, opnionisti e giornalisti Rai, tutti rigorosamente di sinistra, sto male e sento di subire una tremenda ingiustizia. Mi chiedo perchè noi tutti dobbiamo pagare quasi cento euro all’anno per mantenere posto di lavoro e poltrona a certa gente che intanto non si capisce bene quanto guadagni, inoltre continua a fare campagna politica contro Berlusconi ed il Polo. Il servizio pubblico deve essere un servizio trasparente ed al di sopra delle parti. Inoltre, vorrei far notare che, numericamente parlando, gli elettori del Polo nelle elezioni politiche del 96 furono maggioranza rispetto a quelli dell’Ulivo, che vinsero solo per effetto del sistema maggioritario. Penso che noi tutti abbiamo il diritto di non subirci continuamente gli elogi a Cofferati e gli attacchi a Berlusconi a ciclo continuo su tutte le reti Rai. Credo anche che sia giusto, per noi cittadini abbonati Rai ed elettori del Polo, cioè maggioranza del paese, conoscere come vengono spesi i quattrini da noi versati per il canone. Vorremmo conoscere quanto costano uno ad uno tutti programmi Rai e quanto vengono pagati conduttori, giornalisti, opinionisti, ospiti, ecc.

DECALOGO ANTI RAI

Berlusconi, da primo ministro, deve assolutamente rimettere a posto tutto il baraccone della RAI. Io avrei qualche consiglio da dargli in proposito. Ho giusto preparato un bel decalogo sull’argomento.

Primo: eliminare il canone.

Secondo: mandare a casa tutti i giornalisti politicizzati.

Terzo: trasformare tutti i telegiornali in semplici notiziari, privi di commenti ed opinioni.

Quarto: mandare a casa tutti i conduttori politicizzati.

Quinto: licenziare tutto il personale in eccesso, visto che le tre reti Mediaset offrono lo stesso servizio con meno della metà del personale.

Sesto: eliminare tutti i programmi trash.

Settimo: liberalizzare gli spot elettorali offrendoli gratuitamente ed equamente a tutti i partiti.

Ottavo: portare in attivo il bilancio aziendale, seppur privato del canone, attraverso una gestione aziendale e manageriale di alto profilo.

Nono: dare la possibilità al pubblico, vero padrone della tv pubblica, di confermare o meno giornalisti e conduttori tv attraverso continui ed accurati sondaggi di opinione e di popolarità da effettuarsi annualmente, magari tramite televoto.

Decimo: far decidere le nomine del consiglio di amministrazione al popolo, magari attraverso elezioni on-line, televoto o quant’altro.

IL DESTINO DI UNA GLORIOSA EREDITA’

Sono contento. Le ultime elezioni politiche sono andate a gonfie vele per la Casa delle Libertà e tutto il merito è di Berlusconi. Silvio è un grande comunicatore e, nonostante tutti gli attacchi, i bavagli, le leggi antiPolo, le finte satire, le false accuse e tutto ciò che le sinistre si inventavano ogni giorno per screditarlo agli occhi della gente, è riuscito comunque a trasformare ogni atto di aggressione nei suoi confronti in un autogol per l’avversario. Questa è una capacità che hanno in pochi. In Italia lo sa fare solo lui, per questo è il più grande di tutti i politici in circolazione. Silvio, dopo anni di gavetta e dopo avere subito tutto il sopportabile e l’insopportabile come capo dell’opposizione, ha meritato di diventare premier. Ormai non può più fermarlo nessuno. Dovessero, per assurdo, arrestarlo per impedirgli di governare, andremmo noi tutti elettori del Polo a liberarlo, riproponendo una nuova presa della Pastiglia, versione riveduta e corretta. E’ tempo che Silvio raccolga la gloriosa eredità che il destino gli ha riservato e nessuno potrà più impedirlo.

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Previti è il mio padre spirituale

18 luglio 2003

Sono Cesare Previti, non un “bambino viziato”.

Sono un uomo solcato da rughe mediterranee, le quali testimoniano un’esistenza connotata non dai capricci, semmai dalla grinta e dal carattere necessari per vincere le sfide. Del resto, sono calabrese e la primitiva Italia, mia bella ma asperrima terra d’origine, le persone non le vizia, le forgia e le tempra.

Imputato a tempo pieno, ormai da sette anni, deformato nell’immagine ed esposto alla gogna mediatica, se resisto e rimango in piedi, è soprattutto per tre motivazioni forti:

1) Nella mia lunga e onorata carriera di avvocato, una navigazione ricca di riconoscimenti e di successi professionali, ma anche di difficoltà e di durezze, ho provato, ho visto, ho affrontato di tutto, eppure – lo affermo con assoluta decisione -, io non ho mai corrotto nessuno. Mai, mai, mai. Anzi, io, Cesare Previti, non ho neppure immaginato di poter corrompere un magistrato. Sono stato e sono un uomo di sport, dalla pallanuoto al football, e ciò significa che le partite mi piace vincerle, magari col gioco maschio ed aggressivo, meglio se con la tecnica e la giusta disposizione in campo, certo non passando denaro sottobanco all’arbitro. Un uomo di sport e di legge a queste magagne neppure ci pensa. La coscienza della mia non colpevolezza – l’ ”innocenza” riguarda ben altro Giudice – mi ha dato e mi dà l’adrenalina giusta, per rimanere al timone, evitando la deriva del fatalismo.

2) Ho una grande e meravigliosa famiglia, che lotta e soffre con me in positivo, senza contagiose cadute emotive. Sofferenze intense, ma in silenzio ed in disparte, senza esibizionismi che preludono ai cedimenti ed ai naufragi. Ecco, questa famiglia, solidale e combattiva, è il tendine della mia incoercibilità.

3) La vicenda giudiziaria che mi riguarda, da tempo, ormai, non è più soltanto mia. Mentre mi difendo con tutte le risorse previste dalle procedure, ogni volta che vedo impudentemente calpestati, dalla procura o dal collegio giudicante, i principi basilari del giusto processo, mi domando: “Ma se io, avvocato civilista di lungo corso, parlamentare, dotato di notevoli mezzi economici, supportato dal valore assoluto, umano e professionale, dei miei straordinari legali, non riesco a far rispettare, da codesta “giustizia” di rito ambrosiano, neanche i più elementari diritti costituzionali, allora quale incubo kafkiano pende sulla testa dei cittadini italiani, che, incappati negli ingranaggi della macchina giudiziaria, non hanno le mie stesse possibilità di far valere le loro ragioni?”.

E’ stato negato a me, imputato nel procedimento Imi-Sir, il diritto di dire l’ultima parola prima della sentenza: ebbene, anche questo abuso, per la verità senza precedenti, finirà per fare giurisprudenza e ricadere sulla testa di persone comuni, di anonimi, vittime di questa e di altre ingiustizie, che nessuno, tanto meno i mass media, denuncerà mai. Ecco, dunque, la terza robusta consapevolezza in grado di darmi energia: battendomi per il rispetto dei miei diritti, per la difesa della legge scritta dalle “interpretazioni” e dalle “neutralizzazioni” mirate, io, Cesare Previti, nobilito il mio diritto personale a difendermi, trasfigurandolo di fatto in una battaglia di alto impegno civile, utile a tutti i cittadini.

Scorrendo le informazioni contenute nel sito e che illustrano i passaggi della mia Odissea giudiziaria, chissà quanti miei connazionali, finalmente messi al corrente in maniera analitica, precisa e puntuale, avranno un processo di identificazione con questa o quella soperchieria da me subita, associandola a qualche loro passata o presente esperienza di giustizia ingiusta.

Questa battaglia, dunque, non è più soltanto mia.

Cesare Previti