ONQ vs. Anonimo

Perché dobbiamo essere per forza cortesi con le persone?

non lo so, io non lo sono, io la gente ci sparo un supermissile.

Vadano pure a fanculo, quando lo meritano. Sto diventando aggressivo…giovedì ho aggredito (purtroppo solo verbalmente, ma avevo in mente di più!) due persone che, non rispettando la fila nella segreteria dell’Università, mi erano passate davanti!!!

l’altro giorno ho anche fatto il terrone e sono passato avanti a due coniugi al supermercato perché c’era una mia amica avanti a loro, ma abbiamo fatto un conto unico quindi che cosa cazzo vogliono? la moglie facendo finta di parlare al marito diceva che sono maleducato, loro avevano un carrello intero, io avevo 10 lattine di birra tutte uguali e avrei fatto conto unico con la mia amica. quanto tempo gli ho rubato? 4 secondi? no, di meno, perché per scrivere x10 e passare una birra sul codice a barre ci vuole due secondi se è tanto. insomma che cazzo volevano? io adesso torno al supermercato e li cerco e li gonfio di botte. la troia dovevi vedere come accumulava la roba immediatamente dietro a quella della mia amica per evitare di infilarmi in mezzo, ma non prevedeva che avremmo fatto conto unico, la troia. l’egoismo di certa gente è impressionante, cazzo, mettiti un po’ nei panni di qualcuno che si fosse messo dietro la coppia dei coniugi, se io facevo conto unico con la mia amica avrebbero risparmiato un minuto buono, perché per fare conto separato ci vuole un po’, se invece avessi fatto la fila avrebbero perso un minuto per far guadagnare 2 secondi alla coppia. bastardi. spero che abbiano figli andicappati e che siano infelici.

L’aggressione verbale è una gran cosa, però un pugno sul naso ha un significato maggiormente paideutico, pedagogico – così questi terroni di merda, tastandosi il setto nasale deviato, avrebbero la possibilità di ricordare (come farebbero tutti gli altri animali di questo pianeta) più facilmente se bisogna o meno rispettare la fila.

la segreteria dell’università è una giungla. quando stavo a firenze c’era una agitazione a oltranza e avevano posto un limite numerato di gente con i numeretti da prendere come dal macellaio, quindi le prime volte la gente si ammassava all’ingresso prima che aprisse (i numeretti li tenevano dentro) e poi quando aprivano vedevi un’invasione tipo unni che irrompevano dentro a prendere il numerino, poi c’è stato uno sviluppo: la gente che arrivava per prima affiggeva un cartello sulla porta con una lista di chi era arrivato per primo, tipo lutero, così al momento di entrare qualcuno si prendeva la briga di consegnare i numerini nell’ordine del foglio. purtroppo però non mancava chi strappava il foglio per metterne un altro col proprio nome al primo posto, quindi vedevi gente che andava lì di mattina e metteva il foglio e poi ci faceva la guardia dalla vetrina del bar di fronte fino alle 3 del pomeriggio quando la segreteria apriva. ovviamente non stiamo parlando di unni ma di laureande basse brutte gobbe acide con gli occhiali e saputine. l’ultima volta che sono stato in segreteria ce n’erano un paio più saputine delle altre che avevano deciso che la lista affissa non era legale perché sopra non c’era il timbro dell’università, anzi era proprio illegale. insomma un’autoorganizzazione scaturita da un patto implicito tra utenti che così si evitavano di fare una fila fuori dalla porta al sole di luglio, che a firenze è l’inferno, diventava una cosa illegale. e le saputine volevano ristabilire la fila come nel medioevo per il pane, come nei promessi sposi, gesùcristo, o in iraq dove ci sono i pezzenti musulmani cenciosi di merda bombardati. l’atmosfera si faceva incandescente perché chiunque arrivava e diceva “dov’è la lista che ho firmato stamattina?” le tipe rispondevano “è stata strappata perché è illegale”, capito? non dicevano “l’abbiamo strappata perché siamo arrivate tardi e se no oggi non entravamo”, dicevano “è stata strappata” neanche l’abbiamo strappata, usavano il passivo per viltà e per non prendersi la responsabilità. io allora, fino a quel punto disponibile sia alla lista che alla fila, vado dalle tipe e dico “siccome sento aria di linciaggio, ci tengo a sottolineare subito che io ho la precedenza perché debbo consegnare il modulo per la discussione della tesi, quindi vado per primo”. le tipe non dicono ba, io ero l’unico uomo e la mia potenza virile era la legge, e vado per primo. quindi ti dico: la fila va rispettata, ma se è una mandria di cialtroni è giusto ritenersi superiori e far valere la propria potenza data dall’appartenere alla razza bianca, che è la più forte e la più pura, e pretendere di passare prima. passo prima perché sono ariano, voi siete basse, quindi terrone e acide, e io ho la precedenza, per voi faremo segreterie separate e anche un lager, più in là.

Lo stesso vale per la signora alto-borghese che portava in giro il proprio pargolo sul passeggino e che ha insolentito un bambino extracomunitario, ammonendogli, urlando, di non toccare una palla di gomma che era appesa al passeggino “con le sue mani sporche”. Io mi sono fermato e ho guardato quella stronza per un minuto senza dire niente con aria sdegnata, con aria di disprezzo profondo, ma avrei voluto darle uno spintone e farla cadere per terra, così che per rialzarsi le sue mani si sarebbero dovute necessariamente sporcare. La legge del taglione dentro di me, il cielo stellato sopra di me – in fondo è questo ciò che pensava quel mascalzone di Kant!!!

anche su questo ho sentimenti contrastanti: non accordo il diritto al razzismo a una signora altoborghese impellicciata e coperta di ori con la erre moscia e il fare da nobiltà mancata tipicamente italiota, ma se il negro è negro e chiassoso e maleodorante, io divento contrario allo sporco negro che ama le scarpe grosse e la pallacanestro. diciamo che c’è una piramide di priorità razziali, al vertice della quale metto me stesso, poi i miei pari, quindi i negri, quindi le terrone universitarie acidelle, quindi gli zingari, e infine le signore alto borghesi. ah, dimenticavo gli ebrei in fondo. quindi credo avrei reagito come te, o meglio forse avrei riso. sai perché le negre vanno al ristorante senza mutande? per tenere le mosche lontano dalla pizza. io da tempo non sono vittima di discriminazioni perché la gente vede in me lo sguardo di hitler e mi porta rispetto. tuttavia devi sapere che a parma i vigili mi hanno portato via la macchina e fatto pagare 53 euro, la macchina era in un posto tranquillissimo, davanti al portoncino di una casa dove c’era tutto il posto per passare a piedi, non era passo carrabile e non c’era marciapiede. vado a prendere la fottuta macchina e scopro che i vigili li aveva chiamati un fottuto storpio andicappato paralitico bavoso forse anche ebreo che voleva uscire dal fottuto palazzo con la sua carrozzina da andicappato storpio bavoso. si metta agli atti che la casa aveva altri 3 ingressi di cui uno carrabile. gli storpi bavosi sono una minoranza schifosa da sterminare e io li odio e li voglio buttare giù dalla rupe come a sparta quando sono piccoli per non ammorbare il mondo e la razza ariana con il loro dna impuro storpio minorato di merda diverso da me e quindi inferiore.

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