ONQ vs. Anonimo

17 maggio 2003

Perché dobbiamo essere per forza cortesi con le persone?

non lo so, io non lo sono, io la gente ci sparo un supermissile.

Vadano pure a fanculo, quando lo meritano. Sto diventando aggressivo…giovedì ho aggredito (purtroppo solo verbalmente, ma avevo in mente di più!) due persone che, non rispettando la fila nella segreteria dell’Università, mi erano passate davanti!!!

l’altro giorno ho anche fatto il terrone e sono passato avanti a due coniugi al supermercato perché c’era una mia amica avanti a loro, ma abbiamo fatto un conto unico quindi che cosa cazzo vogliono? la moglie facendo finta di parlare al marito diceva che sono maleducato, loro avevano un carrello intero, io avevo 10 lattine di birra tutte uguali e avrei fatto conto unico con la mia amica. quanto tempo gli ho rubato? 4 secondi? no, di meno, perché per scrivere x10 e passare una birra sul codice a barre ci vuole due secondi se è tanto. insomma che cazzo volevano? io adesso torno al supermercato e li cerco e li gonfio di botte. la troia dovevi vedere come accumulava la roba immediatamente dietro a quella della mia amica per evitare di infilarmi in mezzo, ma non prevedeva che avremmo fatto conto unico, la troia. l’egoismo di certa gente è impressionante, cazzo, mettiti un po’ nei panni di qualcuno che si fosse messo dietro la coppia dei coniugi, se io facevo conto unico con la mia amica avrebbero risparmiato un minuto buono, perché per fare conto separato ci vuole un po’, se invece avessi fatto la fila avrebbero perso un minuto per far guadagnare 2 secondi alla coppia. bastardi. spero che abbiano figli andicappati e che siano infelici.

L’aggressione verbale è una gran cosa, però un pugno sul naso ha un significato maggiormente paideutico, pedagogico – così questi terroni di merda, tastandosi il setto nasale deviato, avrebbero la possibilità di ricordare (come farebbero tutti gli altri animali di questo pianeta) più facilmente se bisogna o meno rispettare la fila.

la segreteria dell’università è una giungla. quando stavo a firenze c’era una agitazione a oltranza e avevano posto un limite numerato di gente con i numeretti da prendere come dal macellaio, quindi le prime volte la gente si ammassava all’ingresso prima che aprisse (i numeretti li tenevano dentro) e poi quando aprivano vedevi un’invasione tipo unni che irrompevano dentro a prendere il numerino, poi c’è stato uno sviluppo: la gente che arrivava per prima affiggeva un cartello sulla porta con una lista di chi era arrivato per primo, tipo lutero, così al momento di entrare qualcuno si prendeva la briga di consegnare i numerini nell’ordine del foglio. purtroppo però non mancava chi strappava il foglio per metterne un altro col proprio nome al primo posto, quindi vedevi gente che andava lì di mattina e metteva il foglio e poi ci faceva la guardia dalla vetrina del bar di fronte fino alle 3 del pomeriggio quando la segreteria apriva. ovviamente non stiamo parlando di unni ma di laureande basse brutte gobbe acide con gli occhiali e saputine. l’ultima volta che sono stato in segreteria ce n’erano un paio più saputine delle altre che avevano deciso che la lista affissa non era legale perché sopra non c’era il timbro dell’università, anzi era proprio illegale. insomma un’autoorganizzazione scaturita da un patto implicito tra utenti che così si evitavano di fare una fila fuori dalla porta al sole di luglio, che a firenze è l’inferno, diventava una cosa illegale. e le saputine volevano ristabilire la fila come nel medioevo per il pane, come nei promessi sposi, gesùcristo, o in iraq dove ci sono i pezzenti musulmani cenciosi di merda bombardati. l’atmosfera si faceva incandescente perché chiunque arrivava e diceva “dov’è la lista che ho firmato stamattina?” le tipe rispondevano “è stata strappata perché è illegale”, capito? non dicevano “l’abbiamo strappata perché siamo arrivate tardi e se no oggi non entravamo”, dicevano “è stata strappata” neanche l’abbiamo strappata, usavano il passivo per viltà e per non prendersi la responsabilità. io allora, fino a quel punto disponibile sia alla lista che alla fila, vado dalle tipe e dico “siccome sento aria di linciaggio, ci tengo a sottolineare subito che io ho la precedenza perché debbo consegnare il modulo per la discussione della tesi, quindi vado per primo”. le tipe non dicono ba, io ero l’unico uomo e la mia potenza virile era la legge, e vado per primo. quindi ti dico: la fila va rispettata, ma se è una mandria di cialtroni è giusto ritenersi superiori e far valere la propria potenza data dall’appartenere alla razza bianca, che è la più forte e la più pura, e pretendere di passare prima. passo prima perché sono ariano, voi siete basse, quindi terrone e acide, e io ho la precedenza, per voi faremo segreterie separate e anche un lager, più in là.

Lo stesso vale per la signora alto-borghese che portava in giro il proprio pargolo sul passeggino e che ha insolentito un bambino extracomunitario, ammonendogli, urlando, di non toccare una palla di gomma che era appesa al passeggino “con le sue mani sporche”. Io mi sono fermato e ho guardato quella stronza per un minuto senza dire niente con aria sdegnata, con aria di disprezzo profondo, ma avrei voluto darle uno spintone e farla cadere per terra, così che per rialzarsi le sue mani si sarebbero dovute necessariamente sporcare. La legge del taglione dentro di me, il cielo stellato sopra di me – in fondo è questo ciò che pensava quel mascalzone di Kant!!!

anche su questo ho sentimenti contrastanti: non accordo il diritto al razzismo a una signora altoborghese impellicciata e coperta di ori con la erre moscia e il fare da nobiltà mancata tipicamente italiota, ma se il negro è negro e chiassoso e maleodorante, io divento contrario allo sporco negro che ama le scarpe grosse e la pallacanestro. diciamo che c’è una piramide di priorità razziali, al vertice della quale metto me stesso, poi i miei pari, quindi i negri, quindi le terrone universitarie acidelle, quindi gli zingari, e infine le signore alto borghesi. ah, dimenticavo gli ebrei in fondo. quindi credo avrei reagito come te, o meglio forse avrei riso. sai perché le negre vanno al ristorante senza mutande? per tenere le mosche lontano dalla pizza. io da tempo non sono vittima di discriminazioni perché la gente vede in me lo sguardo di hitler e mi porta rispetto. tuttavia devi sapere che a parma i vigili mi hanno portato via la macchina e fatto pagare 53 euro, la macchina era in un posto tranquillissimo, davanti al portoncino di una casa dove c’era tutto il posto per passare a piedi, non era passo carrabile e non c’era marciapiede. vado a prendere la fottuta macchina e scopro che i vigili li aveva chiamati un fottuto storpio andicappato paralitico bavoso forse anche ebreo che voleva uscire dal fottuto palazzo con la sua carrozzina da andicappato storpio bavoso. si metta agli atti che la casa aveva altri 3 ingressi di cui uno carrabile. gli storpi bavosi sono una minoranza schifosa da sterminare e io li odio e li voglio buttare giù dalla rupe come a sparta quando sono piccoli per non ammorbare il mondo e la razza ariana con il loro dna impuro storpio minorato di merda diverso da me e quindi inferiore.

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Pira vs. il Fricchettone

14 maggio 2003

Riportiamo qui di seguito un pallosissimo, seppur di notevole ignoranza, scambio di corrispondenza che si è verificato tra Pira e un fricchettone dotato di spiccatissima intelligenza.

E’interessante più che altro il fatto che qualcuno dia ancora corda a Pira.

Le lettere del fricchettone in questione ( Valerio MAssacci, valeriiiooo@yahoo.com) sono precedute da una F e le risposte di Pira da una P

F:

Pira come farò senza i tuoi fumetti della gleba non riuscirò a vivere mi infilzerò i coglioni con gli spiedini, sono alcuni giorni che mi è arrivata la tua mail e sono entrato nel panico, come è possibile che un uomo di spicco come te si perda nell’ omologazione più conformista degli anni ’80 i socialisti di craxi… noi ti preghiamo cambia ripensaci o le nostre vite non avranno più un senso compiuto…
ti preghiamo in ginocchio sui ceci con sei negrieri che ci frustano le spalle come sacrificio…
ti prego Pira ripensaci…
p.s. Nazi-punks fuck off di ai tuoi amici rotti in culo se conoscono i dead kennedy’s e digli di mettersi il fascio littorio nel culo insieme all’ aquila….
… e la capoccia lustrata di mussolini.
ciao VAlerio

P:

evidentemente non hai capito che:
1- io sono socialista convinto
2- i miei amici conoscono i dead kennedys e i fricchettoni come te se li mangiano


F:

scusa pira se ho colpito la tua profonda sensibilità ma vedi io non sono un vero e proprio fricchettone che ” mangia i dead kennedy’s ” evidentemnete mi hai frainteso eppure, è strano sentirsi chiamare fricchettone da un socialista uno di quelli che hanno contribuito a far fallire la rivoluzione anarchica in spagna negli anni ’30 del passato secolo, e hanno aiutato il tuo amico bettino a farsi la villa in tunisia con i soldi degli italiani e a lanciare la carriera politica di uno come il ” silvio ” nazionale…
comunque i links che tu consigliavi che tu annoveravi come, di tuoi amici avevano come sfondo pseudo-svastiche e come hai potuto apprendere la legge mancino vieta agli italiani certe cose…
comunque rimane pur sempre segno di arretratezza mentale…
i fricchettoni come me sono quelli che hanno seguito gli sviluppi dei tuoi fumetti della gleba che fino a che non erano contagiati da svastiche avevano la loro dignita am poi…
p.s. conosci che cosa ha fatto quel grande socialisa di papandreu in grecia, no?
ha contribuito allo stazionametno della tirannia fascista per moltissimi anni e poi si è dichiarato martire…
comunque non sono proprio fricchettone…
VAlerio


P:

allora, senti, caro il mio caro fricchettone: gli anni di voi figli dei fiori sono finiti da un bel pezzo per cui non hai voe in merito. ci mancherebbe altro che i fricchettoni come te si mangiassero i dead kennedys, cosa che ti sei inventato te nella tua testa piena di droga, anzi già che ci sei mangiati pure i minor threat e i government issue e poi dimmi un po cosa ne pensi. poi intanto a me non me ne frega un cazzo, io sono socialista perchè mi piace l’ideologia, i garofani e le svasticone; te puoi anche startene li a rotolarti nel fango a woodstock con jimi hendrix, contento te! e poi la villa di bettino a tunisi ha procurato un sacco di lavoro a un sacco di muratori tunisini che se no se ne venivano in italia a spacciare la droga ai fricchettoni come te, fricchettone! figlio dei fiori che non sei altro!
vai a correre nudo nei prati, và, inisieme a timothy leary!
gne gne gne gne! w berlusconi porco dio!


F:

scusa non capisco ma sai cos’ è il socialismo?
e perchè pensi che a me piaccia jimi hendrix?
e poi hai mai letto un testo dei dead kennedy’s e di ai tuoi amici se conoscono nazi punk’s fuck off..
comunque bando alle ciance io non sono un fricchettone drogato anche se il tuo appellativo mi fa ridere, ne tanto meno un figlio dei fiori, i quali considero alla stregua di uno schifoso fallito, mi fanno ridere solo a pensarci vederli nudi a correre nei prati che schifo…
i garofani con le svastiche non c’entrano un cazzo sappilo!!
sai prima pensavo che eri un grande un blasfemo ma poi sei veramente caduto in basso.
p.s. io dead kennedy’s non li mangio li ascolto e dopo questa mail per piacere non dire li ascolto perchè mi piacciono è una merda…
non mi passa neanche per l’ anticamera del cervello sentire gli Exploited forse perchè nella loro superficialità che poi è anche la tua si consideravano nazi, senza sapere ciò che dicevano, nascondendosi dietro simboli e ideologie troppe lontane e troppe complicate per essere ambientate anche negli anni ’80 figurati oggi.
il saluto romano ‘quello che fanno i fascisti’ non lo facevano neanche i romani, e la svastica era il simbolo del sole in una religione orientale.
Ti continuo a scrivere solo per cercare di vedere fino a che punto puoi continuare ad insultarmi basando le tue critiche sul nulla e non su fatti concreti.
ancora VAlerio

P:

Oh! ancora te! belin che bello un po mi fa piacere che gente come te mi continui a scrivere, perchè allora vuol dire che c’è ancora gente che scrive al mondo quindi campa cavallo che l’erba del vicino cresce ancora più verde. e dato che adesso ci ho un po di tempo prima che mi venga su il caffè e me lo bevo e mi faccio colazione ti rispondo. ho letto le tue lettere solo ora perchè purtroppo posso tirarmi giù la posta solo una volta a settimana, non ci ho mi ca sto gran accesso ai compiuter che ci hai te, caro il mio caro bill gates, che te ne stai tutto il giorno davanti all’internet a tirarti le seghe con le foto dei bambini denudati! guarda che c’è un bel mondo laà fuori, sta arrivando la primavera, c’è il sole, è pieno di ragazzine carine (anche di bambine, se proprio lo vuooi sapere), potresti, chessò, andare a correre nudo nei campi coi fiorellini con una bella corona di fiori in testa, come fanno i fricchettoni, e come facevi tu quest’inverno prima che ti scrivessi l’altra lettera che poi hai smesso perchè ti sei vergognato e i tuoi amici ti scherzavano e tu ti sei vergognato. ma veniamo al punto: il problema principale di questi tempi secondo me è: i fricchettoni punkabbestia come te che invadono le strade. me dico: non ce lo avete un posto dove andare? una famiglia? va bè che i punkabbestia fricchettoni di plastica come te sono pieni pure di soldi… vai a fare il barbone finto con i soldi di papà, vai, che tanto ai concerti rompete il cazzo che volete entrare gratis e poi vi colmprate le birre giganti che sono così grosse che non ce la fate a tirarle nemmeno su e che ci fanno il bagno dentro i vostri cani malati poverini che devono stare dietro a voi! ma abbiate almeno un po di buon cuore a usarli per uno scopo più utile sti cani, invece che portarli nei concerti a spaccarsi le orecchie e a fare il bagno nelle birre (che non è per niente igenico bere le birre che ci fanno il bagno i cani, soprattutto se poi il cane è di un fricchettone come te che non si lava figuriamoci il cane come è sporco poverino) stavo dicendo belin sto cane rendilo utile alla società e dallo a qualcuno che lo utilizza bene come per esempio uno scienziato! invece di andare a fare ste manifestazioni contro le pellicce che poi lo so benissimo che quando te ne torni nella tua megavilla ne hai ottocentomila miliardi di pellicce che te le metti su tutte insieme perchè non ci hai il riscaldamento e ti masturbi il pisello guardando le immagini dei bambini nudi morti mutilati delle copertine dei discharge che li trovi su internets sui siti di pedofili punkabbestia. e poi, invece di fare il saputello e chiedermi se so che cosa è il socialismo (che io lo so benissimo, sai, lo so tanto bene a memoria che tu non te lo puoi nemmeno immaginare, ho letto tutti i libri del socialismo, ti potrei anche dire i titoli a memoria ma adesso non ce ne ho voglia), dicevo caro il mio caro saputello dato che sei tanto saputello dimmi un po quanti anni hai e che gruppi ascolti che la cosaa mi incuriosice, infatti mi chiedo come mai uno come te alla sua giovane età se ne deve

andare in giro a raccattare le monetine tutto vestito da straccione, e soprattutto perchè te ne sei rimasto agli anni settanta con la testa adesso che siamo nel Duemila e la tua bella rivoluzione psichedelica ha fallito e lo sanno tutti. ora ti saluto che vado a disegnare le svastiche sui muri alla facciazza tua! musulmano che non sei altro!


Rockit

7 maggio 2003

Ciao, qui Fausti’ko di Rockit. ho ricevuto da Andrea Cazzani di “Zero 2” una serie di recensioni da caricare su Rockit, e fra queste c’era quella relativa al vostro disco intitolata “Dasein ohne leben”. In attesa di caricarla, però, ti pregherei di mandare una copia al sottoscritto, perchè in redazione ne siamo sprovvisti. Ti lascio quindi il mio indirizzo: Murizzi ‘Fausti’ko’ Fausto, Via Tibaldi 23, 40129 Bologna. Aspetto tue notizie. A presto… Fausti’ko

caro faustiko,

ti renderai ben conto che non posso permettermi di spedire due copie gratis per avere una recensione su rockit, soprattutto alla luce del fatto che il mio precedente disco vi è stato spedito l’anno scorso e la recensione non è mai stata pubblicata. non so se è prassi comune su rockit far soffrire tanto gli artisti, o se c’è una precisa volontà di boicottare proprio il mio gruppo, resta comunque fuor di dubbio che la qualità di rockit non giustifica assolutamente tutte queste pretese. l’unica copia di “dasein ohne leben” che ho voluto generosamente donare a rockit è nelle mani del mio amico andrea cazzani, se ne vuoi una anche tu, almeno fai in modo che esca una recensione anche sul mucchio. ciao,

onq

il disco che hai spedito non so a chi lo hai fatto pervenire di preciso, ma so che nel nostro db dello smista cd è segnato ad un certo Stefano, il quale magari non lo ha mai ricevuto (hai mai avuto conferma della ricezione?)…

sì proprio stefano infatti, il quale l’ha ricevuto, recensito e ti ha spedito la recensione l’anno scorso. ha fatto proprio il tuo nome.

siamo sommersi di lavoro e gli ingranaggi non sempre funzionano al meglio (ovvero ‘buchi’ comunicativi).

in questi casi sarebbe gradito un minimo tentativo di ritrovare la recensione perduta e, quando ritrovata o riscritta, una email di scuse per il ritardo nella pubblicazione. esistono riviste dalle quali posso accettare di non essere considerato, rockit però non rientra in questa categoria.

Ma quali pretese??????? Mica ti ho chiesto assegni in bianco?

mi sembra già abbastanza arrogante averne chiesta una seconda copia da “tenere in redazione”.

Azz…! Un po’ come dire: la mia arte si paga a caro prezzo!

non ho mai rifiutato di spedire una copia a chiunque me l’abbia chiesto con un minimo di umiltà e senza la spocchia di che crede di detenere chissà quale potere mediatico.

se lo chiedevi in maniera ‘civile’, io due righe sul Mucchio le avrei scritte (e magari l’avrei passato anche in radio…

ecco che di nuovo mi guardi dall’alto in basso come se io avessi bisogno di te. è proprio questo l’atteggiamento che non sopporto. la mia impressione, comunque, non è quella di aver perso l’occasione di una vita e se avessi voluto una recensione sul mucchio probabilmente avrei spedito una copia direttamente a loro.

ma sembra che la ‘promozione’ non v’interessi…).

hai ragione, infatti della promozione non me ne frega assolutamente niente. le recensioni mi servono per avere opinioni di gente preparata sui miei lavori, non per mendicare l’attenzione di quello che tu chiami pubblico e che io chiamo nulla.

Cmq sia nessun problema: amici come prima e ‘accontentati’ della recensione su Rockit.

la tua luminosa generosità mi stordisce. tante belle cose,

>

Capo, mi sa che hai sbagliato persona con cui far polemica… Io da Stefano non ho mai ricevuto una mazza e, cmq, nessuno deve niente a nessuno… sia chiaro! E se ONQ in futuro non venisse considerato su Rockit, beh, non ci sarebbe nulla di male: converrai con me che di certo l’atteggiamento di certo non aiuta… 😉 Ma tanto il tuo fine non sono le recensioni su Rockit, quindi siamo a posto. Ovviamente amici come prima…

proprio perché siamo amici, ti chiederei un ultimo favore: non pubblicare la recensione degli onq e, se possibile, rimuovi anche le info sugli onq che avevo caricato sul vostro database tempo fa. te lo chiedo per evitare che le visite a rockit dovute alla presenza della mia recensione facciano salire il prezzo dei vostri spazi pubblicitari. grazie mille e ciao,

ah, ah, ah… grasse risate… Vabbè, va…


XX luglio

1 maggio 2003

“Abbiamo colpito la Questura di Genova come prima risposta ad un covo degli esecutori materiali dell’assassinio di Carlo Giuliani e dell’opera di tortura e violenze sistematiche perpetrate nelle strade, nelle caserme e commissariati di Genova nel vano tentativo di reprimere la risposta popolare al vertice G8.

Un primo messaggio l’avevamo lasciato al covo dei mandanti – i responsabili politico/istituzionali che si annidano al Viminale (pentola a pressione piena di polvere nera all’interno di un bauletto di un motorino, i giornali hanno praticamente censurato il testo di rivendicazione, omettendo che il testo era anche in solidarietà a Fabio Halilovic ucciso dalla polizia).

Visti e subiti i pestaggi e le sevizie di Bolzaneto, preso atto delle successive ipocrisie, il nostro odio non meritava più di essere contenuto e ve lo abbiamo lasciato esplodere più vicino. L’urlo liberatorio della dinamite si è sostituito nelle strade di Genova alle urla degli inermi bersagli su quali gli apparati repressivi hanno sfogato – con la congenita vigliaccheria che caratterizza i servi dello stato – la frustrazione di non riuscire a contenere le folle in tumulto.

Agli araldi dei movimenti, ai comunicatori di professione, ai gestori della politica della ragionevolezza e della miseria, ai pavidi di ogni estrazione, che tra gesuitici distinguo e pilatesche condanne della violenza rivoluzionaria si premurano di sostenere che tutto questo si poteva evitare con una gestione democratica e garantista del dissenso, vogliamo ricordare la loro ipocrita menzogna.

Non esistono mediazioni possibili con un sistema che da solo, per salvaguardarsi, cerca di smussare le contraddizioni: la scelta di rispondere alla violenza dello Stato e del Capitale con la violenza rivoluzionaria non necessita del paravento ideologico della reazione ad uno stato macellaio: che siano di destra o di sinistra i regimi democratici vanno comunque annientati.

La violenza subdola e quotidiana dello Stato e del Capitale la riconosciamo e la combattiamo nei suoi mille tentacoli, non solo colpendo gli sgherri di Pisanu e Scajola, tirapiedi che compiono comunque, sotto ogni padrone, il loro infame mestiere. La riconosciamo e combattiamo nelle morti violente sul lavoro come nell’alienazione quotidiana di un sistema di sfruttamento dell’uomo sull’uomo; nella strage senza fine sulle coste dove le forze dell’ordine giocano a fare gli eroi ripescando cadaveri che loro stessi provocano, nei bombardamenti travestiti da missioni umanitarie, nei sindacati asserviti a vecchi e nuovi padroni. Ricordiamo anche ai servi dello stato e dell’informazione che ora e luogo prescelti, i giardini Coco, chiusi di notte, sono dettati dalla garanzia di non coinvolgere passanti. Abbiamo solo iniziato. Di giorno o di notte non abbiate certezze, c’è ancora tanto lavoro da fare… carcerieri, torturatori e i loro padroni non vivono su un altro pianeta! I ragazzotti in borghese che con l’occhiale scuro d’ordinanza scendono dall’auto per farsi un caffè tra un turno e l’altro al bar Boom (ma che nome evocativo!) di fianco alla caserma di Bolzaneto sappiano che qualcuno, stanco dei loro abusi, potrebbe aspettarli con un telecomando in mano….

Il buon Placanica tra un avvocato a l’altro potrebbe cambiare lavoro e/o paese piuttosto che far subire a mamma, papà e fidanzata lo strazio di una visita all’obitorio a riconoscere i frammenti del loro caro congiunto…

Ne’ giustizieri ne’ avanguardie nemmeno cultori del bel gesto, un solo passo in più sulla strada verso un mondo libero dalle impostazioni dello Stato e del Capitale, senza servi né padroni la marcia di avvicinamento degli sfruttati distruggerà uno ad uno gli avamposti del dominio.

Attaccare e distruggere i responsabili di repressione e sfruttamento.

Attaccare e distruggere carceri, banche, tribunali e caserme.

Guerra sociale contro Stato e Capitale.

Brigata 20 luglio”.