una madre

Segnali incoraggianti arrivano dall’industrioso operato del nostro governo, mirabilmente messo in concreto dai corpi delle forze dell’ordine così alacremente impegnate nella lotta al mercimonio di pornografia illegale e alle vigliacche truffe perpetrate al danno di ignari utenti della rete telematica. E se l’utente medio è già così esposto a tali raggiri, è nell’innocenza antonomastica del minore, lasciato in buona fede a fronteggiare questi pericoli da solo, che trova il suo terreno ideale la perversa malizia di individui senza scrupoli. Le forze, malauguratamente non illimatate, del braccio della giustizia, non possono sufficere allo sfibrante compito di ripulire l’intera rete telematica da ogni immondizia pronta a turbare la sacrosanta innocenza dei nostri bambini. La secolarizzazione dei costumi e la fallibilità del diritto (colto spesso impreparato dalla velocità del progresso tecnologico) permettono a certe forme di oscenità e raggiri di passare indenni attraverso le maglie della normativa. Ci riferiamo in particolare alla pornografia cosidetta “soft” e ai nuovi, a nostro parere truffaldini, stratagemmi per il pagamento sproporzionato di tali siti. Se fino a poco tempo fa la maggiore età dell’utente era certificata dal possesso di una carta di credito valida, oggi, nuovi e più subdoli metodi, permettono a chi ne è sprovvisto (della carta di credito E della maggiore età) di pagare il proprio biglietto d’ingresso nel letamaio della pornografia; quel che è più grave spesso senza rendersene conto, specie nel caso di un minore, certo sprovveduto di fronte a tanto cinismo. Ci riferiamo, come ovvio, alla tecnologia dei “re-dialer”: piccoli eseguibili con lo scopo di modificare le impostazioni del modem in modo che la chiamata venga dirottata dal provider prescelto verso un numero a pagamento non dissimile dagli scellerati “144” che fino a poco tempo fa ammorbavano le finanze delle famiglie perbene. Ci aspetteremmo che i siti che utilizzano questi vili espedienti per allungare le mani nelle tasche degli onesti cittadini vengano supportati da canali già pesantemente compromessi, ma ahinoi non occorre scendere così in basso per imbattervisi: siamo costretti a segnalare la vergogna che ogni giorno si ripete sulla pagina principale del portale di ITALIA ON LINE. Il portale di ITALIA ON LINE è quotidianamente visitato da tutti i milioni di famiglie che hanno una email con dominio LIBERO, INWIND, IOL, BLU. Ogni qualvolta questi milioni di famiglie, coi loro bambini, desiderano accedere alla propria casella di posta elettronica, sono obbligati alla visione di un “banner” che in pochi click può gonfiare a dismisura la bolletta del telefono in cambio della visione di fotografie e filmati bassamente pornografici, degni d’una caserma di turchi. Grazie ad un più o meno visibile avvertimento all’utente dell’esistenza di un re-dialer, questa porcheria viene tollerata dalla nostra normativa e può quindi campeggiare come nulla fosse nelle pagine del portale di ITALIA ON LINE, ingrassando le loro tasche ai danni dei meno accorti. Ma dove la legge non può arrivare, giunge l’indignazione della gente perbene. Il portale di ITALIA ON LINE già si distingueva negativamente per la presenza di uno spazio fisso nel portale stesso riservato al soft-core (di nome “spicy”), che già disgustava la vista di tutti gli utenti con immagini di seni e deretani nudi esposti perfino sulla pagina iniziale, dalla quale, insistiamo, tutti sono costretti a passare per poter leggere la posta. Non vogliamo sapere quali ragioni abbiano condotto il già frequentatissimo portale di ITALIA ON LINE a sporcarsi le mani con queste basse attrazioni, se consideriamo il fatto che i maggiori concorrenti di ITALIA ON LINE: Virgilio/TIN e Yahoo! si tengono ben lontano dall’osceno e adottano tecniche più intellettualmente stimolanti per attrarre utenti. Forse questi ultimi ricordano meglio le parole del Vangelo: “ma se qualcuno scandalizzasse uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da asino e venisse sommerso nel fondo del mare” (Matteo 18:6). Pur certamente non auspicando simili rimedi alla condotta degli autori di ITALIA ON LINE, ci aspettiamo che la voce indignata di un gruppo di utenti li porti comunque a prendere in considerazione un salutare cambiamento di politica ed una rimozione perentoria delle nudità femminili almeno dalle pagine cui debbono accedere tutti gli utenti, indipendentemente dall’età e dalla caratura morale.

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