Auguri di Natale

amici cari,

è con la gioia d’un bambino che faccio a tutti quanti gli auguroni pacciocconi di buon natale, che si estendono, come si conviene, anche all’anno nuovo che verrà. un anno che certamente porterà tanta spensieratezza gaia nei vostri nobili cuori, che vedrà molti di voi innalzarsi nella gloria e nella fama, che saprà allietare gli altri con tutte quelle piccole soddisfazioni che rendono la nostra vita meritevole di essere vissuta. perché, amici cari, la vera felicità si trova soprattutto nei piccoli traguardi che ogni giorno superiamo. che uomini saremmo, insomma, se non ci occupassimo altro che di soddisfare fame sete e sonno, e conservare noi stessi e la nostra specie? siamo forse dei pavidi? siamo forse nati per lasciarci scorrere la vita addosso come gocce di pioggia su una mantella impermeabile? io vi dico di no! noi siamo la speme del futuro che verrà, abbiamo nelle nostre giovani mani il potere di plasmare il tempo e gli eventi! amici, siamo vicini al capodanno, e questo è il periodo in cui molti di noi tirano somme, fanno progetti, si voltano guardando indietro all’anno che è passato e fanno progetti per il futuro. molte volte, quando parlo con alcuni di voi, mi capita di ascoltare lamenetele, di avvertire nella vostra voce una nota amara, ho l’impressione insomma che troppo spesso vi lasciate cadere nel grigio tranello del pessimismo. ma questo non deve succedere! è troppo facile incolpare il proprio paese o la fortuna avversa per le proprie piccole grandi tragedie, e mi piange il cuore quando scorgo un atteggiamento di resa nelle vostre membra giovani e forti! dove si può trovare, insomma, il fermento vitale e il sentimento di giustizia, se non nella gioventù? se non nei nostri fieri nervi forgiati nel fuoco dell’ingiustizia e temperati nel ghiaccio della menzogna e nel sale dell’opportunismo iniquo? ve lo dico io se non lo sapete: da nessuna parte! la gioventù è l’asse intorno al quale gira il mondo e ignorare questa importante verità significa accoccolarsi nel facile tepore del torto! ma è l’istinto temerario il vero carbone che arde alimentando la fornace che muove gli stantuffanti pistoni della società. siate magnanimi e perdonate le mie apparentemente eccessive verbosità e animosità: il mio accorato richiamo non cela una critica nei vostri gagliardi confronti, vuol essere, piuttosto, un appello alla raccolta della potenza virile troppo spesso latente, in noi celata talvolta di proposito per chissà quale timore. timore di cosa, poi? di alzare il capo e combattere? di rifiutare l’umiliazione della bandiera bianca? di vivere, insomma? oh, miei cari amici, ben altre forze occorrerebbero per fermarci, non potrebbe mai il femmineo indugio frenare l’avanzata del progresso! non era mosso dal timore enea quando prese armi contro turno re dei rutuli, né era pavidità nei muscoli d’odisseo quando diresse le gonfie vele del suo legno oltre le colonne d’ercole! l’animo piegato al perpetuo consenso condanna l’uomo alla noia d’una vita mediocre! riflettete su queste mie poche righe, amici miei, virgulti della nostra specie, crema della nostra razza; possano queste festività rinforzare i vostri corpi e riposare il vostro spirito, affinché possiate sfidare le avversità del nuovo anno col petto gonfio ed il mento proteso verso la stella del mattino!

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