Elisa

LA GENTE CHE C’ERA AL CONCERTO DI ELISA (Firenze, Tenax 3.04.2001)

Su uno degli aggeggini che Patton suona ai concerti dei Mr.Bungle v’è un adesivo con scritto: “for being a small town, this sure has a lot of ASSHOLES”. Mi è venuto in mente quando stavo al Tenax l’altra sera, perché nonostante sia un posto relativamente piccolo, c’era una quantità impressionante di teste di cazzo.

Elisa è un’amica di Red Ronnie che quest’anno ha vinto Sanremo, per questo la mia tipa ha voluto che ce la portassi e io, siccome so che tanto la figa gratis non esiste, ho messo in circolo un 33 carte e ho ubbidito.

Facevano entrare pochi umani per volta, e fuori c’era la fila. Io mi sentivo in incognito. Dentro si forma la calca vicino al palco, ma non una calca come nei concerti normali: una calca educata. Io cerco di andare un po’ vicino al palco perché la mia tipa è bassa, mi stabilizzo vicino a una lesbica stronza.

Non so se per le lesbiche si possa dire attiva/passiva, lei comunque era quella attiva: quella mascola, con più peli sugli stinchi. Disgustosa. Come la mia spalla tocca la sua, questa si gira incazzatissima e mi fa: “ma non lo vedi che qua ci sono io? questo è il mio posto, non lo so, mi sei venuto in collo!”. Capisco al volo che è una lesbica attiva e per non farmi dare del maschio di merda le dico “non so cosa dire”, perché in effetti non sapevo cosa dire.

Comincia il concerto. Il tipo dietro di me mi canta nelle orecchie con una voce ancora più stridula e antipatica di quella di William Corgan. Questo tizio non conosceva solo tutti gli insignificanti testi di Elisa a memoria: sapeva anche i vocalizzi, tutti, come li fa lei. E non me ne risparmia uno. Non so come abbia cantato Elisa quella sera, so che lui ha cantato male. Cominciavo anche a sospettare di essere l’unico eterosessuale in sala. Una nana con la faccia da groupie di Forza Italia, scoglionata quanto me dalla voce del frocio, gli fa: “sei proprio bravo! ma tu canti?”, il gay spiega che sì, è un cantante. Spero che l’aids gli impedisca al più presto di interferire con la storia della musica.

L’unico pezzo che il cialtrone finocchio non conosceva era la cover di “femme fatale”, riarrangiata stile piano bar dalla geniale Elisa band. Lasciamo perdere.

Quello che mi consolava era la speranza che il pezzo di Sanremo l’avrei dovuto ascoltare una volta sola in tutta la serata, invece hanno trovato il modo di suonarlo TRE volte, anche in inglese. Il frocio la sapeva anche in inglese.

Ho avuto a che fare con due persone ed erano entrambe teste di cazzo. Per questo posso concludere che un’indagine statistica a campione ha dimostrato che il 100% della gente che guardava Elisa al Tenax era composto da stronzi.

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