…qualcuno ti regala un peluche di escherichia coli!

…qualcuno ti regala un peluche di escherichia coli!

andare al cerreto e tornare a casa senza neanche un po’ di muschio sarebbe una gita a metà. al cerreto, infatti, abita, tra gli altri, l’orso fulvo. questo orso, rispetto all’orso delle cinque terre, possiede una pigmentazione color mattone, un paio di lunghi baffi da pesce siluro e le zampette dotate di 4 dita artigliate e orsine.
non poteva mancare il filmino:
dunque la buona notizia è che ho degli obbiettivi nuovi, tra cui un 4x per riprese da “lontano”, e che fanno il loro lavoro egregiamente nonostante li abbia pagati un cazzo, e si avvitano al microscopio russo del ‘75 senza bisogno di adattatori del passo vite, che non era una cosa scontata. certo usando obbiettivi di diverse provenienze va a puttane la parafocalità ma non credo che qualcuno abbia mai davvero considerato la parafocalità un problema.
un problema terribile che mi sta assillando è invece la mia incapacità di trovare tardigradi. dovrebbero essere nel muschio, ho seguito le istruzioni da bravo e ho esaminato muschio da 3 diversi siti senza trovare altro che nematodi e larve di insetto. mi sento molto frustrato. se qualcuno dei lettori ha la soluzione al mio problema lo prego di farsi vivo e verrà ricompensato con fama imperitura.
il filmino di oggi, oltre ad essere girato col famoso 4x nuovo, testimonia il successo della colonia di parameci improvvisata sul mio davanzale. come si può vedere sono tanti, anche se devo ammettere che sarebbero di meno se non fossero costretti ad ammucchiarsi al centro del vetrino da uno tsunami di amuchina proveniente dai bordi.
tanti auguri di buon natale a tutti. oggi posterò un filmato di nematode. che dire dei nematodi? sono gli esseri pluricellulari più numerosi del pianeta, ce ne sono 20mila specie, vivono in ogni ambiente, ci sono specie parassite e specie che non sono parassite. si riproducono sessuatamente, accoppiandosi, inseminandosi e facendo uova, e sono gli esseri più semplici dove la bocca e il buco del culo sono separati. questo nematode del filmino sembra sofferente, ma si muove così di natura. il fatto che si muovesse mi ha impedito di ingrandire di più in modo da poter determinare la famiglia di appartenenza. accontentiamoci di sapere che è un nematode.
mi rendo conto di aver inflazionato un po’ il mercato dei filmini. anche oggi ne avrei una decina, ma ne posterò soltanto uno. ho approfondito le mie ricerche sul mostro telescopico (cfr primi due filmini di ieri), e ho imparato cose interessanti. trattasi di rotifero bdelloide, comune in ogni pozza d’acqua del globo, ne esistono più di 350 specie e le famiglie più rappresentate, che ancora non so distinguere una dall’altra, sono Philodina e Rotaria (ieri avevo avventatamente identificato il mostro come “rotaria”). sono esseri pluricellulari dotati di stomaco, cervello, occhi, gonadi, tutto quello che serve. in acqua si muovono goffamente cercando un appiglio, quando lo trovano vi si aggrappano e si allungano e si guardano intorno ottusamente sporgendo il rostro fuori dalla corazza. quando sono soddisfatti, estraggono la loro corona, un doppio disco ciliato che crea una corrente che attira nella loro bocca particelle di alghe e batteri, di cui si nutrono. se si sentono in pericolo, si richiudono in se stessi fulmineamente come anemoni marini, e se la pozza d’acqua in cui vivono si prosciuga, sono capaci di sopravvivere anni in uno stato vegetativo nelle più avverse temerature. la più importante caratteristica dei rotiferi bdelloidi, per la quale vengono studiati accanitamente, è la loro riproduzione asessuata per partenogenesi, per la quale si sono guadagnati l’epiteto di “scandalo evoluzionistico” dal celebre biologo john maynard smith. esistono solo individui “femmina” e questo crea problemi a chi pensa che la riproduzione sessuata sia necessaria per il successo evolutivo e la differenziazione delle diverse specie. nel filmino di oggi, un bel primo piano di rotifero bdelloide mentre mangia. sono chiaramente visibili gli occhi e la corona cigliata, e si può osservare in trasparenza la prima fase della digestione.
per saperne di più:
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finita la stagione dei macrofunghi, mi trovo di punto in bianco senza campioni da analizzare. mi sto adoperando tenacemente per soddisfare la richiesta di parameci avanzatami dalla mano nera di dio, ma incontro varie difficoltà, temo anch’esse di ordine climatico. si accettano richieste e dediche compatibili alla stagione.
nel frattempo, chiedo ai lettori (nel loro interesse) di illustrarmi il modo più semplice per comprimere filmati in formato avi, che escono dalle mie apparecchiature con l’ingombro di un mega al secondo, il che me ne impedisce la condivisione.